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Fiducia digitale e AI: la visione di CRIF a Forum Banca

CRIF ha partecipato a Forum Banca 2026, l’appuntamento dedicato all’innovazione nel settore bancario e finanziario, portando al centro del confronto una sfida sempre più strategica per banche, imprese e consumatori: proteggere la fiducia nelle interazioni digitali in uno scenario profondamente trasformato dall’intelligenza artificiale.

A rappresentare CRIF sono stati Antonio Deledda, Executive Director di CRIF, e Antonio Minosi, Director Digital Innovation, Onboarding & Financial Management Solutions di CRIF, protagonisti della sessione “Difendere la fiducia nell’era dei deepfake: AI, digital onboarding e servizi di protezione dell’identità”.

Nel corso dell’intervento, CRIF ha affrontato il tema da due prospettive complementari: da un lato, le evidenze degli Osservatori CRIF sulle frodi creditizie e sul cyber risk, che fotografano un panorama delle minacce in rapida evoluzione; dall’altro, la necessità di ripensare i processi di digital onboarding, facendo evolvere la verifica dell’identità verso un modello più ampio di autenticità, rischio e resilienza.

Frodi e cyber risk: le evidenze degli Osservatori CRIF

A delineare la dimensione del fenomeno sono innanzitutto i dati dell’Osservatorio CRIF - Mister Credit sulle Frodi Creditizie. Nel 2025, in Italia sono stati registrati oltre 38.300 casi di, frode creditizia, in aumento del 23,8% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo superiore a 165 milioni di euro. L’importo medio delle frodi si attesta a oltre 4.300 euro. Tra i fenomeni da monitorare emerge anche il Buy Now Pay Later, dove i casi di frode sono aumentati del 13,8%. Crescono inoltre le vittime nelle fasce di età più giovani 18 40 anni.

A questa fotografia si affiancano le evidenze dell’Osservatorio Cyber CRIF. Nel primo semestre 2026 sono stati rilevati 2,5 miliardi di dati univoci in circolazione sul dark web, informazioni che possono essere sfruttate dai cybercriminali per costruire profili sempre più dettagliati delle vittime e rendere più efficaci truffe, phishing e furti di identità.

L’Italia si colloca inoltre al 6° posto a livello globale per indirizzi e-mail compromessi e il 32,3% degli utenti ha ricevuto almeno un alert. Particolarmente significativo è anche il fenomeno degli infostealer: il nostro Paese è al 3° posto nel mondo per numero di account rubati e diffusi sul dark web attraverso questa tipologia di malware.

Uno scenario reso ancora più complesso dall’intelligenza artificiale, che può essere utilizzata dai cybercriminali per creare deepfake audio e video sempre più realistici e, in ambito aziendale, comunicazioni fraudolente difficili da distinguere da quelle autentiche.

Digital onboarding: dalla verifica dell’identità alla verifica dell’autenticità

Di fronte a questo scenario, anche il paradigma del digital onboarding è chiamato a evolvere. L’intervento di CRIF ha evidenziato come deepfake e identità sintetiche stiano rendendo più sofisticate le frodi d’identità, mentre la crescente velocità dei pagamenti real-time comprime i tempi disponibili per la detection. Allo stesso tempo, wallet e attestazioni verificabili stanno contribuendo a trasformare i processi KYC e KYB.
 
Il punto centrale è il passaggio dalla verifica dell’identità alla verifica dell’autenticità. Non basta più verificare chi si trova dall’altra parte dell’interazione: diventa necessario accertare anche che l’interazione stessa sia autentica, combinando differenti livelli di controllo e informazioni sul contesto.

Per CRIF, questo significa superare la frammentazione tra onboarding, antifrode, pagamenti, AML e cybersecurity e muoversi verso una governance end-to-end di autenticità, rischio e resilienza, orchestrando identità, controlli antifrode, AML e informazioni su persone e imprese.

L’approccio presentato integra alla prova dell’identità anche gli strumenti di verifica dell’autenticità, quali liveness, face matching e controlli anti-tampering, deepfake e anti-injection, insieme a segnali digitali relativi, ad esempio, a device, IP e pattern e a strumenti di fraud scoring e decisione. 

L'obiettivo è un onboarding AI-resilient, frictionless e wallet-ready, capace di garantire una maggiore profondità di controllo senza introdurre indiscriminatamente una nuova complessità nella customer experience. Un processo omnicanale con controlli passivi e verifiche aggiuntive selettive, concentrando la frizione sui casi in cui il livello di rischio la renda necessaria e focalizzando l'intervento umano sulle eccezioni. 

L’orizzonte si estende infine oltre il momento iniziale dell’onboarding. La roadmap presentata da CRIF punta progressivamente verso un modello di Identity Risk Management, che evolve dalla compliance alla protezione continua attraverso monitoraggio e re-KYC/KYB e, nel medio periodo, servizi di identity protection per persone e imprese, assistenza e recovery, Business Wallet e trust services integrati nei journey bancari. 

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