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Dal 2 luglio entra in vigore il nuovo Regolamento europeo sulle attività di rating ESG.
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Ne parliamo con Marco Macellari, CEO di CRIF Synesgy Ratings, per comprendere implicazioni, opportunità e sfide per banche, investitori e imprese.Â
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Perché questo intervento normativo rappresenta un punto di svolta per il mercato?Â
Perché i rating ESG entrano stabilmente nei processi decisionali di banche, assicurazioni, investitori e imprese. Favoriscono la trasparenza, guidano l’allocazione del capitale e del credito, promuovono la gestione del rischio fisico e la transizione energetica.
Il mercato tenderà a polarizzarsi: da un lato provider accreditati e dall’altro operatori che non lo sono e quindi, per definizione, non possono vantare gli stessi standard di qualità , responsabilità e compliance.
Quali sono le principali novità introdotte dalla normativa?
Le novità principali sono quattro: autorizzazione e supervisione ESMA, trasparenza delle metodologie, presidio dei conflitti di interesse e maggiore tracciabilità dei dati utilizzati.
Non viene imposto un modello unico. Il punto è rendere chiaro come viene prodotta la valutazione ESG: quali fonti sono usate, quali dimensioni ESG sono coperte, quali indicatori entrano nella valutazione e come sono gestiti governance, qualità del dato e indipendenza del giudizio.
Negli anni si è spesso parlato di risultati molto diversi tra provider ESG. Può cambiare qualcosa?
La differenza tra provider non scomparirà : è normale che esistano approcci diversi. Cambia però il livello minimo di trasparenza richiesto al mercato.
Con metodologie più leggibili, dati più tracciabili e indicatori comparabili, gli utilizzatori potranno capire meglio perché un’impresa riceve un certo giudizio. In questo senso diventano centrali set strutturati di KPI/KRI: CRIF Synesgy Ratings lavora a partire da oltre 140 indicatori ESG disponibili sulle principali dimensioni di valutazione.
Quali saranno gli impatti più rilevanti per banche, assicurazioni e investitori?
Per banche, assicurazioni e investitori l’impatto è operativo: integrare dati ESG più affidabili nei processi di credito, investimento, underwriting, monitoraggio del portafoglio, stress test e disclosure regolamentare.
I benefici sono misurabili: per imprese con profilo ESG elevato, fino a 40 punti base di sconto sulle emissioni green bond, +13% di lending rispetto alla media, -17% di rischio di credito rispetto al campione medio e +15% di adeguatezza ESG per aziende con questionario completato e profilo trasparente, quest’ultimo dato è elaborato sulla base delle informazioni  della nostra piattaforma digitale globale Synesgy, per la valutazione della sostenibilità ESG.
E per le imprese?
Per le imprese aumenta il valore industriale del dato ESG: qualità , completezza e tracciabilità diventano elementi competitivi, non solo obblighi di reporting.
Un profilo ESG validato può incidere su accesso al credito, qualificazione nei registri fornitori, partecipazione a gare pubbliche, reputazione e crescita dei ricavi. Comparando le imprese con alto profilo ESG rispetto a quelle con basso profilo, si nota una crescita dei ricavi superiore del 10% nel periodo 2017-2024.
Come si posiziona CRIF Synesgy Ratings in questo nuovo scenario?
CRIF Synesgy Ratings è lo spin-off tecnologico di CRIF dedicato ai rating ESG, lanciato il 1° ottobre 2025 per accompagnare clienti e mercato verso i requisiti del Regolamento europeo 2024/3005.
Il posizionamento è data-driven e focalizzato su banche, assicurazioni, investitori, imprese e PMI. L’offerta copre rating, assessment, score, KPI/KRI, data lake, questionari ESG, transition plan report, taxonomy appraisal e physical risk.
La scala operativa è un elemento distintivo: solo nel 2025 abbiamo effettuato valutazioni su oltre 3 milioni di aziende, oltre 2 milioni di valutazioni immobiliari, con più di 100 rating analyst, data scientist e risk manager coinvolti.
Guardando al futuro, quale sarà il vero fattore distintivo nel mercato dei rating ESG?
Il fattore distintivo sarà combinare scala, qualità del dato e capacità analitica. Non basta raccogliere informazioni: bisogna trasformarle in rating comparabili, leggibili e utilizzabili nei processi decisionali.
Per questo servono tre ingredienti: fonti accreditate, metodologie coerenti con framework come ESRS, GRI ed EFRAG, e granularità degli indicatori. CRIF Synesgy Ratings integra business information, questionari Synesgy, dati pubblici e privati, fonti accademiche e istituzionali, scenari climatici e macroeconomici su più orizzonti temporali. È su questo terreno che intende contribuire alla nuova fase del mercato ESG europeo, mettendo a fattor comune patrimonio informativo, competenze analitiche e piattaforme digitali a supporto di banche, investitori e imprese.