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Fattore “E”: grandi differenze regionali e settoriali nella sostenibilità ambientale
Secondo l’ESG Outlook 2024 di CRIF, la componente ambientale (fattore “E”) mostra notevoli differenze tra le PMI italiane. Piemonte e Lombardia guidano la classifica della sostenibilità ambientale, mentre settori come immobiliare e leisure si rivelano particolarmente virtuosi. La variabilità nella gestione dei rischi climatici e delle emissioni è un segnale di come l’adozione di strategie green non sia omogenea sul territorio.
I fattori ESG risultano dunque rilevanti, per le PMI italiane, sia nel determinare il livello di rischio di credito che nell’influenzare il processo di erogazione dei prestiti (visto che le banche sembrerebbero mostrare una più elevata propensione a finanziare le aziende maggiormente “sostenibili”).
Grazie al patrimonio informativo di CRIF, lo Score E fornisce una valutazione completa dell’adeguatezza della singola PMI ai fattori ambientali, tenendo in considerazione sostanzialmente tre componenti:
Tra le informazioni utilizzate va ricordata la presenza di indicatori derivati da modelli proprietari di CRIF per il calcolo di:
Sulla base di dati puntuali e stimati, lo Score E esprime il grado di adeguatezza dell’azienda in una scala da 1 a 5 (dove, come di consueto, 1 indica le prestazioni migliori).
40% PMI con score basso/molto basso
35% PMI con rischi fisici elevati
+11% PMI sostenibili finanziate
+22p.p. livello di adeguatezza molto alto