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CRIF alla Convention ABI – Fondazione Mario Ravà 2026: Il ruolo della “consulenza agevolata” per lo sviluppo delle imprese agricole

Growth Sustainability

Si è tenuta il 27 maggio a Roma, nella prestigiosa cornice di  Palazzo Altieri, la Convention 2026 della Fondazione Mario Ravà promossa dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), un appuntamento di riferimento dedicato all’evoluzione del credito per il settore agroalimentare

L’iniziativa ha riunito banche, istituzioni, imprese e professionisti con l’obiettivo di sviluppare soluzioni concrete per sostenere la crescita, l’innovazione e la sostenibilità dell’agribusiness italiano, in un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche, climatiche e di mercato. 


In questo scenario, CRIF ha portato il proprio contributo con l’intervento di Giorgio Oliva, Senior Client Manager Vertical Agribusiness, all’interno della sessione dedicata agli strumenti di garanzia in agricoltura

Nel suo intervento, Oliva ha evidenziato come il settore stia vivendo un cambio di paradigma: le imprese agricole non esprimono più solo esigenze di liquidità, ma richiedono soluzioni finanziarie strutturate, in grado di accompagnare percorsi di investimento complessi e piani di sviluppo di medio-lungo periodo. In questo contesto, il ruolo delle banche evolve da semplice erogatore di credito a “regista” dell’operazione, capace di guidare l’impresa nella costruzione di un’architettura finanziaria sostenibile ed efficiente

Un elemento centrale dell’intervento è stato il concetto di “consulenza agevolata”, intesa come leva strategica per valorizzare in modo integrato le garanzie pubbliche e gli strumenti incentivanti. Questo approccio si fonda su tre coordinate fondamentali - identità dell’impresa, fabbisogno finanziario e visione di sviluppo - che consentono di progettare interventi coerenti e mirati. 

Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di superare una visione frammentata degli strumenti agevolativi. Le garanzie, dal Fondo di Garanzia PMI agli strumenti ISMEA, non devono essere interpretate come alternative, ma come leve complementari da combinare in funzione degli obiettivi dell’impresa. In questo senso, il valore risiede nella capacità di costruire un ecosistema finanziario integrato, che includa credito bancario, incentivi pubblici e misure di supporto agli investimenti. 
Nel corso dell’intervento è stato, inoltre, sottolineato come la scelta dei regimi di aiuto rappresenti una decisione strategica, con impatti rilevanti sulla capacità dell’impresa di accedere a ulteriori risorse, sull’intensità delle agevolazioni e sulla flessibilità dei futuri piani di investimento. 

La Convention ha confermato la centralità del credito come leva di sviluppo per l’agroalimentare, un comparto che rappresenta un pilastro dell’economia italiana e che necessita di modelli sempre più evoluti di collaborazione tra banca e impresa. 

In questo contesto, il contributo di CRIF si inserisce nella più ampia riflessione sul ruolo della consulenza evoluta e dei dati a supporto delle decisioni finanziarie, con l’obiettivo di rendere gli strumenti pubblici non solo accessibili, ma pienamente integrabili in chiave strategica per la crescita e la resilienza delle imprese agricole.

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