CSRD: la direttiva europea che cambia lo scenario ESG. Inizia il countdown per la rendicontazione non finanziaria, gli impatti e le strategie del mercato banking

I principi della Direttiva UE 2022/2464, nota come Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), stanno per entrare in vigore a gennaio definendo un radicale cambiamento per il settore finanziario. Modificando la precedente Direttiva UE 2013/34, la CSRD introduce obblighi rinnovati per la comunicazione delle informazioni non finanziarie, influenzando significativamente le strategie di investimento e la governance delle imprese.

Ad oggi, sono circa 300 le aziende che in Italia pubblicano già i propri bilanci di sostenibilità; si tratta di aziende quotate in borsa o di interesse pubblico; numero che è destinato ad aumentare notevolmente con l’entrata in vigore della nuova Direttiva UE.

A partire da gennaio 2024, infatti, la rendicontazione societaria di sostenibilità diventerà obbligatoria per tutte le aziende con più di 250 dipendenti, un fatturato superiore ai 20 milioni di Euro e un bilancio annuo di almeno 40 milioni.

La nuova normativa europea comporterà un aumento significativo delle imprese coinvolte, passando da 11.600 a 49.000, con circa 7.000 di queste in Italia.

Questo grande cambiamento avverrà gradualmente, seguendo queste tempistiche:

1° gennaio 2024: entra in vigore la CSRD per aziende già soggette alla NFRD in cui variano i parametri di dimensionamento aziendale;

1° gennaio 2025: coinvolgimento di ulteriori grandi società.

1° gennaio 2026 e 2028: estensione ai mercati PMI e alle entità non comunitarie.

 

Tale Direttiva avrà dunque un impatto significativo e progressivo sulla platea di imprese che sarà tenuta a rendicontare il loro impatto ambientale, sociale e di governance. Inoltre tali aziende, definite dalla normativa “controparti”, dovranno utilizzare i criteri stabiliti lo scorso luglio dall’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group). Questi criteri, noti come ESRS (European Sustainability Reporting Standard), hanno l’obiettivo di creare un modello di rendicontazione sostenibile e uniformi. L'obiettivo è fornire dati comparabili e affidabili a livello europeo, facilitando una maggiore trasparenza e responsabilità nelle pratiche aziendali.

 

CSRD: verso una Maggiore Trasparenza e Accountability e nuovo ruolo per i player finanziari

L'obiettivo della CSRD è di promuovere la trasparenza e la responsabilità attraverso una rendicontazione ESG dettagliata e standardizzata. In questo scenario, i player finanziari hanno un ruolo cruciale e duplice: sono tenuti a rendicontare annualmente le proprie attività ESG e, contemporaneamente, devono utilizzare le informazioni e i dati delle relazioni ESG delle aziende clienti. Diventa quindi essenziale, specialmente considerando l'aumento imminente delle imprese obbligate, raccogliere informazioni ESG in modo accurato e dettagliato: tassonomiche e dei successivi framework (Commission Delegate Regulation EU 2022/1214 – Annex II), riguardante la rendicontazione delle fonti nucleari e dei gas fossili.

 

CRIF e l'Innovazione nel Data Management ESG

Per supportare i player finanziari nel recupero e integrazione delle informazioni ESG per trasformarli in una valutazione quantitativa affidabile, CRIF ha sviluppato il servizio di ESG Data Management, sviluppato dalla business unit di Business Process Outsourcing. Il servizio è gestito da un team esperto nelle normative di processo vigenti, con un impegno costante nel monitoraggio regolamentare.

ESG Data Management aiuta Banche e Assicurazioni a raccogliere e analizzare i dati ESG dai Bilanci di Sostenibilità delle loro imprese clienti, utilizzando un mix unico di know-how specialistico, dati esclusivi e soluzioni di generative AI per semplificare, accelerare e automatizzare il processo.

In particolare, il servizio di CRIF facilita la ricerca, analisi ed estrazione di dati ESG, impiegando algoritmi di Intelligenza Artificiale per raccogliere oltre 100 informazioni, utili per calcolare indicatori come il GAR, il BBTAR e le emissioni di gas serra (GHG).

 

Nel dettaglio il servizio CRIF copre la ricerca, l'analisi e l'estrazione dei dati ESG presenti nei bilanci di sostenibilità delle aziende - anche tramite algoritmi di Intelligenza Artificiale addestrati - recuperando oltre 100 informazioni e dati per calcolare il Green Asset Ratio (GAR), Banking Book Taxonomy Alignment (BBTAR) e le emissioni di gas serra (GHG).  Indicatori fondamentali per misurare l'allineamento alla Tassonomia nel portafoglio di investimenti, consentendo ai player finanziari di analizzare l'impatto ambientale delle imprese investite e di indirizzare in modo consapevole verso investimenti sostenibili, come le energie rinnovabili o ancora di migliorare il dialogo con le società investite. Inoltre, ESG Data Management è personalizzabile per rispondere alle esigenze specifiche dei player finanziari, consentendo loro di ottemperare ai requisiti normativi sia per controparti italiane, europee ed extra-europee.

In uno scenario della sostenibilità in continua trasformazione che risente fortemente delle evoluzioni normative, la scelta di una strategia di outsourcing e di un partner affidabile con oltre 15 anni di esperienza come CRIF garantisce agli istituti non solo di rispettare questo importante percorso di allineamento e compliance alle tematiche sostenibili ma di adottare un approccio dinamico e flessibile. I risultati sono un risparmio di costi fino al 30%, l’incremento della qualità informativa fino a favorire il consolidamento di una relazione win-win con la clientela imprese nel percorso della sostenibilità.