30/06/2020

Dati e tecnologia al centro della Digital Transformation nel settore assicurativo – Le evidenze CRIF a Innovation Summit 2020

L’11 giugno in diretta streaming una platea virtuale di oltre 700 spettatori ha avuto modo di approfondire per un’intera giornata tutte le tematiche di sviluppo ed evoluzione del mercato assicurativo. Oltre 70 relatori, fra esperti del settore e addetti ai lavori, si sono succeduti sul palco virtuale di Insurance Connect per confrontarsi e analizzare insieme la profonda trasformazione che sta attraversando il mercato assicurativo: innovazione tecnologica, evoluzione normativa, cambiamenti di mercato, personalizzazione dell’offerta e sviluppo di ecosistemi evoluti che possano arricchire e valorizzare la relazione con la clientela.

La trasformazione nel settore assicurativo verso il digitale non può non considerare il potenziale della tecnologia nella capacità di gestire il rischio. Ne è convinto Giuseppe Dosi, Head of Insurance di CRIF, secondo il quale dati e informazioni non sono utili solamente per conoscere meglio il cliente sul lato della proposta, ma assumono un valore particolare quando possono essere elaborati ai fini della gestione del rischio sull’assicurato o in termini di antifrode.

Nel settore di maggior peso per le compagnie, quel­lo dei danni auto, l’incertezza è crescente per via di vari fattori: il cambiamento del mercato, con la riduzione del B2C a favore del B2B, in cui avranno sempre più peso le società di sharing. Ma anche i dispositivi di assistenza alla guida, fino alla guida autonoma, cambia il profilo di rischio dei veicoli.

Ancor di più in questo contesto di evoluzione, secondo Dosi: “I dati e le informazioni sono asset chiave per la conoscenza del cliente e la profilazione del rischio. Per avere una visione a 360 gradi del cliente, le Compagnie possono recuperare informazioni da banche dati esterne e ottenere così una vista augmented per migliorare i servizi offerti. Spostandoci sul tema del rischio, le informazioni e i dati possono dare spunti per introdurre nuove variabili e score specifici nei modelli di pricing. Ad esempio, conoscere le informazioni di traffico nella zona di residenza dell’assicurato o la qualità della rete stradale che percorre può risultare utile per sofisticare la tariffa. Lo stesso vale per la variabile creditizia, che presenta una forte e dimostrata correlazione con il rischio assicurativo ed è già utilizzata dal 20% del mercato italiano”.

In un’ottica di efficientemento, afferma Dosi, “Sviluppo commerciale e politiche di pricing vanno a braccetto e una cosa non contraddice l’altra. Una politica attenta di valutazione e selezione dei rischi permette di garantire una crescita sostenibile, innescando un circolo virtuoso che porta nel tempo alla costituzione di un portafoglio redditizio e abilita relazioni di medio-lungo periodo con i clienti”.

L’esperienza di CRIF, maturata in particolare nel Regno Unito, dove gestisce una serie di banche dati assicurative, ha dimostrato l’utilità di poter incrociare informazioni provenienti da fonti anche apparentemente non relazionabili: è il caso della correlazione tra rischio di credito e rischio assicurativo, oppure, in ambito Rc auto, dell’assunzione di informazioni che dettaglino la situazione del traffico o della rete stradale nei pressi dell’abitazione del cliente.

“L’inse­gnamento che traiamo da queste esperienze è la possi­bilità di utilizzare le banche dati non solo al momento del sinistro ma anche in fase assuntiva, per valutare adeguatamente, con sofisticate tecniche di machine learning, i segmenti che sono portatori di una probabilità di frode più elevata” conclude Dosi.

Guarda il video dell’intervento di Giuseppe Dosi “Scenari e soluzioni per l'evoluzione del rischio” di Insurance Connect