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Educazione Finanziaria: Un ruolo indispensabile nell'era dei Finfluencer

  • La ricerca condotta da CRIF, SDA Bocconi e Assofin evidenzia l’importanza di rafforzare l’educazione finanziaria, che agisce come filtro per leggere in maniera critica e comprendere costi, rischi e condizioni delle offerte online.
  • Infatti, un livello di literacy più elevato fa sì che una quota ben maggiore (la differenza sono 14 punti percentuali) degli intervistati meno “alfabetizzati” scelgano il prestito sulla base delle sole indicazioni dei finfluencer mentre quelli più istruiti fanno scelte più ponderate.

 

Gli influencer finanziari (finfluencer) sono ormai parte del panorama dell’informazione finanziaria online. Attraverso linguaggi accessibili, messaggi semplici e una relazione percepita come diretta, contribuiscono a portare all’attenzione del pubblico temi come risparmio, banche e credito. In questo scenario, l’educazione finanziaria diventa essenziale per interpretare i messaggi, riconoscere eventuali finalità promozionali e verificare le informazioni prima di assumere una decisione.

Per comprendere meglio il rapporto tra finfluencer e scelte finanziarie, ancora poco esplorato nel panorama della ricerca italiana, CRIF, SDA Bocconi e Assofin hanno realizzato uno studio1 che analizza la relazione tra esposizione ai contenuti degli influencer finanziari, atteggiamenti verso il credito e comportamenti dichiarati dai consumatori italiani. 

Dai risultati della ricerca, presentati in occasione dell’evento Tomorrow Speaks 2026 di CRIF, emerge che i finfluencer non influenzano solo le opinioni ma anche alcune decisioni concrete. Nel campione totale, il 17,8% dichiara di aver richiesto un prestito dopo aver visto contenuti online, mentre il 48,4% afferma di aver scelto una banca o un’app grazie a un influencer.  

Il ruolo dell’educazione finanziaria emerge con chiarezza e in maniera misurabile: a parità di apertura verso i finfluencer, la quota di chi dichiara di aver richiesto un prestito è pari al 10,6% tra le persone con un livello elevato di financial literacy, contro il 24,8% tra quelle con un livello più basso: una differenza di 14 punti percentuali, che evidenzia come un livello maggiore di educazione finanziaria si associa a una maggiore capacità di lettura critica e agisce soprattutto come freno sulle decisioni più impegnative.  

Inoltre, dalla ricerca emerge che la conoscenza del fenomeno dei finfluencer è più elevata rispetto alla preparazione finanziaria complessiva: lo score medio relativo alla conoscenza dei creator è pari a 6,9 su 8, corrispondente all’86,2% del punteggio massimo, mentre lo score medio di financial literacy raggiunge 3,47 su 5, pari al 69,5% del massimo teorico. Conoscere la “grammatica” dei finfluencer, riconoscendo sponsorizzazioni, possibili conflitti di interesse, esigenze di trasparenza e rischi informativi, non esclude la necessità di rafforzare le conoscenze sui contenuti finanziari veri e propri, come credito, rischio, tassi o indebitamento. 

Guardando all’età emerge un paradosso generazionale. I più giovani (31-34 anni) sono più aperti ai finfluencer e più reattivi al brand choice, ma i più maturi (55+ anni) convertono più spesso l’esposizione in richiesta effettiva di credito (25,7% vs 12,7%). L’esposizione, quindi, non crea il bisogno creditizio ma lo facilita e lo accelera. 

In un ambiente in cui l’innovazione tecnologica e le modalità di comunicazione evolvono rapidamente, la capacità di valutare le informazioni finanziarie diventa parte integrante della resilienza del sistema digitale. Non si tratta soltanto di conoscere termini e indicatori, ma di saper valutare il contenuto e la fonte di un’informazione, riconoscere eventuali finalità promozionali e considerare costi, rischi e condizioni prima di assumere un impegno finanziario.  

 

 

1 La ricerca “Finfluencer e credito: come i social stanno ridefinendo le decisioni finanziarie” è stata realizzata tramite rilevazione CAWI su 706 risposte valide, con copertura nazionale e rappresentatività per età, genere, istruzione e reddito. Il campione è stato selezionato tra persone esposte al fenomeno dei finfluencer. Il disegno, infatti, non è finalizzato a rappresentare la popolazione italiana nel suo complesso, ma a osservare la relazione tra esposizione ai contenuti dei creator finanziari, percezioni e decisioni relative al credito.