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Rassegna stampa

Aumentano gli italiani che accedono al credito nel 1° semestre 2026, riprende a salire anche l'indebitamento medio (32.899 EURO, +4%)

  • Oltre il 60% della popolazione in Italia ha un contratto di credito rateale attivo, la platea è in crescita del +1,8% rispetto a un anno fa.
  • In crescita l’ammontare medio delle rate pagate dalle famiglie per mutui e prestiti: 285 euro al mese (+2,5%).
  • La regione con la quota più elevata di crediti attivi è la Toscana, con il 69,2% del totale, seguita dal Lazio (con il 67,4%) e dalla Valle d'Aosta (con il 66,5%).

 

Nonostante un contesto economico che risente del clima di incertezza globale, le famiglie italiane non hanno smesso di rivolgersi agli istituti di credito per sostenere i propri consumi e gli investimenti sulla casa. Anzi, nei primi sei mesi dell’anno si allarga ulteriormente la platea di italiani che ha almeno un contratto di credito rateale attivo, pari al 60,7% della popolazione maggiorenne (+1,8% rispetto al 2025). La dinamica in atto riflette la ripresa dei consumi e degli acquisti sostenuti da un finanziamento e anche dello sviluppo dei prestiti small ticket.
Per fotografare la dinamica in atto, Mister Credit - l’area di CRIF che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori - ha presentato l’aggiornamento relativo al primo semestre 2026 della Mappa del Credito, lo studio sull’utilizzo del credito rateale da parte degli italiani. Tutti i dati della Mappa del Credito con il dettaglio relativo a regioni e singole province sono pubblicamente consultabili e navigabili in maniera interattiva.

Dall’analisi dei dati disponibili in EURISC, il sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF, emerge che a livello pro-capite nel primo semestre dell’anno in corso la rata media rimborsata ogni mese è pari a 285 euro (+2,5% rispetto a un anno fa). Mentre l’esposizione residua – intesa come somma degli importi pro-capite ancora da rimborsare in futuro per estinguere i contratti in essere – è pari a 32.899 euro (+4,0% rispetto a un anno fa).
Osservando in particolare i mutui, si nota una sostanziale stabilità della rata media, di poco inferiore ai 600 euro, mentre risulta in crescita l’esposizione residua, che supera di poco i 99.500 euro. Per quanto riguarda i prestiti finalizzati, cresce leggermente la rata mensile, che si attesta a 139 euro, così come l’esposizione residua (+7,7%), che rimane comunque contenuta e di poco inferiore a 6.000 euro. In leggera crescita (+1,9%) la rata media dei prestiti personali, che si attesta a 259 euro, con un’esposizione residua intorno ai 16.400 euro (+1,3%).

“I dati della prima parte dell’anno confermano quanto il credito continui a rappresentare uno strumento importante per sostenere i progetti e le spese delle famiglie italiane. Oggi oltre sei adulti su dieci hanno almeno un finanziamento in corso e l’esposizione residua media sfiora i 32.900 euro”
commenta Beatrice Rubini, Direttrice della linea Mister Credit di CRIF.
“I mutui rappresentano il 23,9% dei finanziamenti attivi, mentre i prestiti personali incidono per il 30,4%. La forma di credito più diffusa resta però quella dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, che raggiungono il 45,7% del totale. Analizzando le finalità di spesa, emerge come il credito venga richiesto soprattutto per esigenze legate alla casa (42,8%), seguite dall’acquisto di mezzi di trasporto (30,6%) e di elettronica ed elettrodomestici (17,9%).”

 

Come è cambiato il ricorso al credito degli italiani negli ultimi anni 

Come è cambiato il ricorso al credito degli italiani negli ultimi anni

1° sem 2022 1° sem 2023 1° sem 2024 1° sem 2025 1° sem 2026
Quota di italiani con un credito attivo 46,0% 51,4% 52,7% 59,6% 60,7%
Rata media mensile 305 € 322 € 278 € 278 € 285 €
Importo residuo per estinguere i finanziamenti attivi 31.893 € 34.875 € 35.167 € 31.637 € 32.899 €
Quota contratti prestiti finalizzati sul totale dei crediti attivi 50,6% 51,3% 47,7% 47,1% 45,7%
Quota contratti prestiti personali sul totale dei crediti attivi 29,2% 29,4% 28,7% 29,3% 30,4%
Quota contratti mutui sul totale dei crediti attivi 20,2% 19,3% 23,6% 23,6% 23,9%

Resta ancora elevata la sostenibilità del debito

Dall’ultima rilevazione prodotta da Assofin, CRIF e Prometeia, il rischio di credito relativo al totale dei prestiti alle famiglie è pari all’1,5% a marzo 2026. Si tratta di livelli di rischiosità contenuti, che non sembrano destare allarmi.
Le politiche di concessione dei prestiti rimangono prudenti, riflettendo anche l’incertezza legata alle tensioni geopolitiche e commerciali e il loro impatto sulla capacità di rimborso dei richiedenti.


La Mappa del Credito a livello regionale

La fotografia che si ricava dall’ultimo aggiornamento della Mappa del Credito mostra una situazione estremamente composita a livello territoriale, che rispecchia i fattori economici e sociali quali, ad esempio, la propensione a fare ricorso al credito per finanziare l’acquisto di un’abitazione o le proprie spese correnti, la capacità reddituale e di risparmio delle famiglie, il diverso costo degli immobili o la tendenza ad allungare la permanenza nell’abitazione di famiglia, la diversa intensità della ripresa dei consumi e del mercato immobiliare, la maggiore abitudine a rivolgersi alla cerchia familiare o amicale per pianificare gli acquisti rispetto agli istituti di credito, ecc.
Nel complesso, la regione con la quota più elevata di popolazione maggiorenne con almeno un rapporto di credito attivo è la Toscana, con il 69,2% del totale, seguita dal Lazio (con il 67,4%) e dalla Valle d'Aosta (con il 66,5%). All’estremo opposto del ranking si colloca il Trentino-Alto Adige, regione in cui solamente il 37,9% della popolazione risulta avere almeno un rapporto di credito attivo, preceduto dalla Basilicata (con il 48,8%) e dal Molise (con il 53,3%).

L’importo della rata media mensile: guidano Trentino-Alto Adige, Lombardia e Veneto

Nel primo semestre 2026, le regioni in cui i cittadini ogni mese sostengono la rata più elevata sono il Trentino-Alto Adige, con 455 euro di media, la Lombardia (329 euro) e il Veneto (317 euro). Seguono l’Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia, rispettivamente con 307 e 297 euro.
Per interpretare questa dinamica va però considerato che in queste regioni si rileva una elevata incidenza dei mutui, che presentano un importo da rimborsare più alto rispetto alle altre forme tecniche considerate, senza considerare il valore degli immobili che potrebbe risultare superiore alla media. Inoltre, in queste regioni il reddito disponibile risulta tendenzialmente più elevato della media e, di conseguenza, i consumatori possono permettersi di rimborsare una rata più elevata senza intaccare la sostenibilità degli impegni finanziari.
Nel complesso, è al Sud e nelle Isole che troviamo le rate mensili più leggere, soprattutto in Calabria, in Sardegna e in Sicilia, dove si attestano a 240 euro di media in virtù di una maggiore incidenza dei prestiti finalizzati, che hanno un importo più contenuto rispetto alle altre forme tecniche.

L’esposizione residua nelle diverse regioni

Per quanto riguarda l’esposizione residua ancora da rimborsare, per estinguere i finanziamenti in corso, troviamo il Trentino-Alto Adige in vetta al ranking nazionale, con 57.793 euro (in aumento rispetto ai 49.226 euro del 2025), seguito dalla Lombardia, che si colloca al 2° posto della classifica con 41.825 euro. Seguono il Veneto, che con 40.389 euro supera di poco l’Emilia-Romagna, con 40.053 euro, e il Friuli-Venezia Giulia, con 37.932 euro.
All’estremo opposto della classifica, con 19.647 euro, i cittadini della Calabria risultano avere un debito residuo pari a meno della metà di quello dei Trentini, in virtù di un peso dei mutui casa inferiore alla media. Insieme alla Sicilia e al Molise, sono le sole 3 regioni in cui il valore che rimane ancora da rimborsare risulta inferiore ai 23.000 euro.

Il profilo dei soggetti con finanziamenti in corso

Sono soprattutto gli appartenenti alle fasce di età dai 30 ai 60 anni ad avere finanziamenti in corso. Infatti, sono oltre 4 persone su 5 nella fascia dai 41 ai 50 anni, mentre solo il 30,7% nella fascia dai 18 ai 30 anni. Nelle fasce di età “centrali” si concentra chiaramente la maggior parte della popolazione attiva, che potendo contare su un reddito da lavoro può avere maggior propensione ad accendere finanziamenti.
Per quanto riguarda il genere, sono in maggioranza gli uomini (59,0%) ad essere attivi nel mondo del credito, mentre per il 41,0% sono donne. Gli uomini hanno la tendenza a utilizzare più frequentemente il credito rispetto alle donne, con una media di contratti attivi pari a 1,1.
La quota delle donne si alza però se guardiamo ai mutui, arrivando al 45,7%, anche perché probabilmente per poter sostenere le rate più elevate (tipiche di questa tipologia di finanziamenti rispetto alle altre) è preferibile suddividerle tra più soggetti. In tutte le tipologie, gli importi medi delle rate sono leggermente più bassi per le donne rispetto agli uomini.
I giovani dai 18 ai 30 anni sono più attivi sui prestiti finalizzati, che rappresentano una possibilità meno impegnativa di approcciare il mondo del credito rispetto ai mutui o ai prestiti personali; mentre gli over 60, in generale, utilizzano meno il credito rispetto alla media della popolazione - con una percentuale di utilizzatori pari al 42,8% - e hanno una maggior propensione all’utilizzo dei prestiti personali.

 

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