Marzo 2020

Confidi Maggiori: un sistema solido in attesa di nuovi sviluppi

Secondo CRIF Ratings, il sistema dei confidi maggiori ha riportato nel periodo 2016-2018 un graduale miglioramento nel profilo di rischio: sulla base degli ultimi bilanci disponibili, a fine 2018 oltre l’83% dei soggetti analizzati presentava infatti una classe di rischio medio-basso. Inoltre, i confidi che nel biennio precedente riportavano un livello di rischio alto hanno progressivamente realizzato un processo di migrazione verso classi di rischio più basso. Qualità degli asset e solidità sono gli ambiti in cui si sono registrati i più significativi miglioramenti. Di contro, le aree della liquidità e della redditività non hanno riportato cambiamenti rilevanti.

CRIF Ratings, tramite un modello di valutazione proprietario, ha potuto analizzare l’evoluzione nel grado di rischio di 33 confidi maggiori, rappresentante la quasi totalità delle garanzie rilasciate dai confidi iscritti all’albo unico. Nello specifico, dalla ricerca emerge come nel corso degli ultimi anni il sistema dei confidi maggiori abbia lentamente cambiato aspetto, grazie soprattutto alle operazioni di fusione realizzate tra i consorzi iscritti all’albo unico. Le aggregazioni hanno, da un lato, determinato l’uscita dal sistema di soggetti caratterizzati da una precaria condizione economica e finanziaria e, dall’altro, rafforzato la posizione dei confidi incorporanti che sempre più assumono le caratteristiche di enti extra-regionali: a gennaio 2020, i soggetti sottoposti alla vigilanza da parte di Banca d’Italia sono 34 e, complessivamente, nel 2018 hanno rilasciato un volume di garanzie pari a EUR 7,3 miliardi.