Osservatorio NPE - Mercato degli NPE in stabilizzazione nel 2024

Diminuite le sofferenze in modo più marcato (-7,6%), mentre sono cresciuti i crediti in Past Due (+32,4%), che rappresentano l’11,1% del totale degli NPE.

Ridotti significativamente i volumi complessivi delle cessioni: da 30,9 miliardi di euro nel 2023 a 24 miliardi nel 2024. Mentre il numero delle transazioni ha registrato un aumento del 10% rispetto all’anno precedente.


Il mercato sta dimostrando una capacità di adattamento straordinaria. Stiamo assistendo a un’evoluzione che porterà nuove opportunità per gli operatori del settore. Infatti, la crescente importanza del mercato secondario è la conferma che il comparto ha trovato un nuovo equilibrio. Nei prossimi mesi vedremo come questa trasformazione influenzerà le strategie future del settore finanziario”, commenta Andrea Capellini, Analytics Manager di CRIBIS Credit Management.

Questo il quadro che emerge dalla settima edizione dell’Osservatorio NPE realizzato da CRIBIS Credit Management - società del Gruppo CRIF specializzata nella gestione dei processi di Collection e di NPL management - che si pone l’obiettivo di fornire una visione complessiva e aggiornata sul mercato degli NPE.

Nel 2024 il mercato degli NPE sta attraversando una fase di consolidamento, con una crescita moderata delle transazioni e un cambiamento nelle strategie di gestione del credito deteriorato. Il volume totale delle operazioni si è attestato a circa 24 miliardi di euro, mostrando una leggera flessione rispetto ai 30,9 miliardi euro registrati nel 2023, ma evidenziando al contempo un mercato più strutturato e focalizzato.

Un elemento distintivo del 2024 è il sorpasso definitivo del mercato secondario sul primario, con un Gross Book Value sempre più influenzato dalle operazioni di re-selling. In sintesi, i volumi del mercato secondario, come già avvenuto nel 2023, hanno superato quelli del primario, confermando il crescente peso delle operazioni di re-selling. 

Tuttavia, rispetto a dicembre 2023, nel 2024 si registra una flessione, con transazioni pari a 14,4 miliardi di euro rispetto ai 16,2 miliardi di euro dell’anno precedente, segno di un riassestamento del settore e di una crescente attenzione alla selettività delle operazioni.

Nel 2024 il segmento Unlikely To Pay (UTP) ha subito un forte ridimensionamento, con un calo dei volumi del 53%, in netta controtendenza rispetto al 2023, quando il valore delle transazioni aveva registrato una crescita del 24,6%. Questo cambiamento radicale potrebbe riflettere una maggiore selettività nella gestione del credito deteriorato e un’evoluzione nelle strategie di investimento.

Sebbene il mercato NPE abbia registrato nel 2024 una contrazione nei volumi rispetto agli anni precedenti, continua a mostrare segnali di vitalità e di progressiva sofisticazione. L’approccio delle banche alla gestione degli attivi deteriorati è mutato: le dismissioni non sono più una strada obbligata, ma si inseriscono in strategie di portafoglio orientate alla creazione di valore. Ne consegue un processo di selezione delle operazioni più attento, in cui il pricing, la tipologia degli asset e il track record dei counterparty giocano un ruolo sempre più determinante. Il mercato si sta quindi evolvendo verso una maggiore specializzazione, con una crescente segmentazione tra gli operatori ciascuno chiamato a sviluppare competenze verticali e modelli operativi avanzati per intercettare le nuove dinamiche del settore”, commenta Roberto Sergio, AD di Credit Village e Direttore Scientifico dell’Osservatorio Nazionale NPE Market.

Conclude Alberto Sondri, Executive Director di CRIBIS Credit Management: “Il mercato degli NPE in Italia nel 2024 si conferma dinamico e in costante evoluzione, capace di adattarsi al contesto, come nel caso della finanza agevolata già gestita dagli operatori come specifica asset class. La crescente centralità del mercato secondario, l’attenzione alla qualità degli attivi e l’adozione di strategie più selettive delineano un settore sempre più maturo e pronto a cogliere le opportunità offerte dai nuovi scenari. L’evoluzione normativa e il rafforzamento degli strumenti di gestione del credito rappresentano ulteriori elementi di solidità, ponendo le basi per una crescita sostenibile e duratura nei prossimi anni”.

 

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