La Settimana ESG: orientamento sul dato “make or buy”

24/11/2022

Si è tenuta nelle settimane scorse “La Settimana ESG – ESG in opera”, evento organizzata da ABI Formazione e occasione di confronto formativo attraverso workshop trasversali dedicati al contesto regolamentare e di mercato e sullo stato dell’arte all’interno delle banche.

Valeria Nale – Principal di CRIF – è intervenuta durante il workshop “Tra rischi e valore: integrazione delle dimensioni ESG nel risk management bancario” con un intervento dal titolo: “L’orientamento delle banche sul dato: make or buy e soluzioni di fornitura”.

“L’attuale contesto regolamentare non delinea delle indicazioni chiare e omogenee sulle valutazioni ESG. Le diverse normative guida sui rischi climatici e ambientali - quali il Pillar III Disclosure, il Climate Stress Test e l’ECB - hanno infatti come unico comune denominatore il ‘Rischio fisico e di transizione’, differendo su tutti gli altri aspetti in particolare sui dati ESG richiesti” – commenta Nale.

I dati ESG introducono una serie di sfide per i player finanziari, soprattutto in tema di governance. In particolare, le linee guida europee indirizzano verso la ricerca di dati innovativi, mai raccolti prima dalle Banche: nuove fonti informative, il data quality, la model knowledge & validation e la data governance quali elementi centrali nella scelta tra “make or buy”.

A supporto dei player finanziari, CRIF mette a disposizione un ampio data lake ESG, con oltre 150 variabili da cui si ricavano KPIs e uno score ESG sintetico per supportarli nel vincere le sfide legate alla sostenibilità. In questo contesto, si inserisce anche la digital platform globale Synesgy per la raccolta di questionari ESG in formato digitale, che le aziende possono compilare e aggiornare, e che vengono messi a disposizione dei player finanziari per integrare il proprio patrimonio informativo e verificare la sostenibilità dei propri clienti, partner e fornitori.

In particolare, il data lake ESG di CRIF - grazie alla combinazione delle informazioni provenienti dal dato osservato sulla singola azienda e del dato geo-settoriale - permette la copertura su tutte le aziende non finanziarie.

“La raccolta del dato è una vera e propria sfida per gli istituti bancari che stanno affrontando la complessità derivante dall’introduzione del dato ESG in modo differenziato a seconda della normativa. Per superare queste sfide, l’istituto di credito dovrà appoggiarsi a partner specializzati che li accompagnino in un percorso ESG di medio-lungo termine” – ha concluso Nale.

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