Lo scorso 6 e 7 giugno si è tenuto l’Innovation Summit, l’annuale appuntamento di Insurance Connect dedicato all’innovazione e rivolto a compagnie e player del settore assicurativo per dare risposte all'evoluzione dei bisogni dei clienti e all’inasprimento dei rischi. 

L'evoluzione del mercato assicurativo richiede oggi l’adozione di un approccio innovativo che possa migliorare la sostenibilità e la redditività dei modelli di business e favorire la vicinanza al cliente in una sempre più marcata logica di servizio.

Nel mirino delle compagnie assicurative, alla ricerca di nuovi profit pool, sono le imprese, e in particolare le PMI. Un target fortemente connotato e frammentato, con bisogni assicurativi per lo più standard e capacità di spesa contenuta, che richiede necessariamente un approccio industriale, digitale e automatizzato che massimizzi i margini operativi.

La disponibilità di dati sulle imprese, di facile accesso e qualità elevata, assume in questo senso una rilevanza cruciale. Oggi, a fronte della sola partita IVA, è possibile acquisire automaticamente in tempo reale un gran numero di informazioni su ciascuna azienda, utili per il pricing e l’underwriting. Si tratta non solo di informazioni tradizionali (quali le visure camerali, i dati catastali o quelli economico-finanziari del bilancio), ma anche di dati e analytics innovativi, quanto meno dal punto di vista dell’utilizzo assicurativo” - afferma Giuseppe Dosi, Head of Insurance Market di CRIF aprendo il suo intervento. “Ad esempio il CRIF Business Default Index (CBDI), che mescola dati creditizi, commerciali e di bilancio per valutare la solidità dell’azienda, si è dimostrato fortemente correlato al rischio assicurativo. Analisi sul campo hanno infatti evidenziato una differenza di quasi 50 p.p. di loss ratio fra le PMI appartenenti alla classe migliore e peggiore del CBDI. In maniera analoga e in qualche modo intuitiva, le stesse evidenze emergono per gli indicatori ESG di CRIF: le PMI con i migliori parametri di sostenibilità sono anche i clienti meno sinistrosi e più appetibili per le assicurazioni”.

L’approccio data driven al segmento imprese si completa con piattaforme tecnologiche evolute, ambito in cui CRIF ha predisposto soluzioni as-a-service - integrabili agilmente con i sistemi aziendali - che mettono a disposizione tutta la ricchezza del CRIF datalake. Il Digital Risk Assessment è lo strumento specifico pensato per trasformare l’underwriting, troppo spesso ancora manuale, oneroso e destrutturato, in un processo digitale, seamless e user friendly, capace di accelerare lo sviluppo commerciale del segmento in maniera tecnicamente sostenibile.