In occasione dell’edizione 2026 di Credito al Credito, l’evento ABI di riferimento per il mercato del credito, CRIF ha contribuito al dibattito con due interventi focalizzati su rischi emergenti, cambiamenti strutturali della domanda e innovazione nei modelli di valutazione immobiliare.
Nel suo intervento, Simone Capecchi, Executive Director di CRIF, ha analizzato l’evoluzione dei principali rischi sistemici che impattano il credito, con un focus sul rischio cyber e sul rischio geopolitico. Capecchi ha evidenziato come l’intelligenza artificiale stia rendendo le minacce informatiche sempre più sofisticate, favorendo campagne di omni phishing e un aumento significativo delle compromissioni di account, in particolare in ambito business. L’Italia si colloca oggi al 6° posto a livello globale per indirizzi email compromessi, con oltre 2,2 milioni di segnalazioni di esposizione dei dati sul dark web nel 2025.
Accanto al cyber risk, Capecchi ha sottolineato il peso crescente del rischio geopolitico, illustrando come tensioni internazionali, shock sulle catene di fornitura, dipendenza energetica e volatilità valutaria si riflettano direttamente sulla solidità settoriale e sulle performance delle imprese italiane. In questo contesto, CRIF Ratings ha sviluppato una suite avanzata di indicatori geopolitici per misurare in modo strutturato l’esposizione dei diversi settori economici alle dinamiche globali, cogliendone sia gli effetti diretti sia quelli indiretti lungo l’intera catena del valore.
Nel corso della seconda parte del suo intervento, Capecchi ha poi richiamato l’attenzione sui nuovi trend socio demografici che stanno ridefinendo i modelli di consumo e la relazione banca cliente. L’allungamento dell’aspettativa di vita, una popolazione sempre più anziana e la progressiva riduzione delle dimensioni dei nuclei familiari stanno modificando i bisogni e le decisioni finanziarie, nonché le aspettative di servizio della clientela. In questo scenario, il ruolo di dati transazionali, analytics avanzati e modelli di personalizzazione in tempo reale diventano centrali per costruire esperienze digitali più rilevanti, supportare percorsi di educazione finanziaria e rafforzare l’engagement lungo tutto il ciclo di vita del cliente.
All’interno della sessione “Il Property Value – La nuova frontiera della valutazione immobiliare”, è intervenuto Stefano Magnolfi, Executive Director di CRIF Real Estate Services, condividendo l’esperienza maturata da CRIF a oltre un anno dall’introduzione della normativa prudenziale bancaria CRR3, che ha introdotto il Property Value come indicatore chiave nella fase di erogazione dei mutui.
Dopo aver illustrato l’approccio metodologico sviluppato da CRIF e i risultati ottenuti su oltre 100.000 osservazioni relative a valutazioni in fase di origination, Magnolfi ha sottolineato l’importanza di adottare metodi condivisi per il corretto posizionamento dell’immobile all’interno del ciclo di mercato e del segmento di riferimento. Al tempo stesso, ha evidenziato la necessità di un’analisi che scenda fino al singolo immobile, valorizzandone le caratteristiche attuali e prospettiche lungo la durata del finanziamento, con particolare attenzione all’efficienza energetica, rischi fisici e di transizione e profilo complessivo dell’asset.
In quest’ottica, CRIF auspica una crescente convergenza metodologica tra i valutatori sui principi alla base del calcolo del Property Value. Un allineamento che permetterebbe di evitare l’applicazione di haircut molto differenti su immobili con profili di rischio analoghi, riducendo potenziali distorsioni nel mercato del credito immobiliare e contribuendo a rafforzarne trasparenza e solidità.