La 20ª edizione di Confires, svoltasi a Firenze il 19 e 20 marzo 2026, ha riunito istituzioni, banche, Confidi, fintech e mondo accademico attorno al tema “Confidi e banche: nuove alleanze per il credito”. CRIF ha partecipato come sponsor principale dell’evento, contribuendo con analisi, visione e contenuti dal forte valore strategico per l’evoluzione dell’ecosistema del credito garantito.
L’intelligenza artificiale come leva strutturale per lo sviluppo dei Confidi
Nel suo intervento, Simone Capecchi, Executive Director di CRIF, ha evidenziato come l’Intelligenza Artificiale stia ridisegnando i processi del credito con impatti concreti e misurabili per banche e Confidi.
Tra i principali benefici presentati:
• automatizzazione dell’analisi documentale in pochi secondi;
• controlli estesi a tutto il portafoglio anziché a campioni;
• riduzione degli errori operativi;
• maggiore focalizzazione delle risorse umane su valutazioni complesse.
Capecchi ha inoltre sottolineato come l’AI sia da considerare come un vero e proprio mezzo di produzione, capace di generare un ritorno sull’investimento compreso tra 1,7 e 3 volte nel primo anno, trasformando il rapporto tra istituzioni finanziarie e partner tecnologici in un’alleanza di lungo periodo.
Ricerca CRIF – Università di Firenze: rischio e finanziamenti diretti
Durante Confires 2026 è stata presentata la ricerca realizzata da CRIF e dall’Università di Firenze, a cura del Prof. Lorenzo Gai. Uno studio esteso e aggiornato che offre una visione chiara delle dinamiche di rischiosità e recupero nei portafogli Confidi, fornendo indicazioni operative concrete. La ricerca analizza flussi di garanzie e finanziamenti diretti originati tra il 2020 e il 2025, con volumi significativi che permettono una lettura accurata dell’evoluzione recente del credito garantito. Il tasso di deterioramento risulta allineato tra garanzie e finanziamenti diretti, ma emerge una forte eterogeneità per settore e territorio. La transizione a sofferenza è decisamente più elevata rispetto ai benchmark di mercato, evidenziando una maggiore vulnerabilità del sistema.
L’analisi mostra che intervenire tempestivamente è il fattore che più incide sulle performance di recupero:
• Il tasso di recupero si differenzia notevolmente in base all’avvio dell’azione di collection, infatti si riscontra un tasso del 52,8% per i finanziamenti scaduti da non più di 30 giorni (accomunabili ai finanziamenti diretti) e del 24% per i finanziamenti scaduti da oltre 90 giorni (simili ai casi dove il confidi presta garanzia e si attiva ex-post liquidazione).
• Mentre la natura stessa della garanzia non permette al Confidi di agire tempestivamente sull’insoluto, il credito diretto dà l’opportunità di gestirlo in una fase nuova in cui la velocità di azione può ridurre i passaggi a perdita.
In tal senso investire in procedure, processi e strumenti che consentono un miglioramento delle azioni di recupero permette, infatti, un notevole ritorno sul credito problematico in termini:
• economici (minori rettifiche di valore in bilancio sia a motivo di un recupero assoluto superiore sia di un minore effetto dell’attualizzazione dovuto a tempi di recupero più rapidi);
• di flussi di cassa (maggiori recuperi);
• di assorbimento di capitale.
Il supporto di CRIF per la gestione del credito deteriorato e l’efficienza operativa
Durante l’evento sono state approfondite con i partecipanti le nuove sfide che i Confidi stanno affrontando nella gestione del credito deteriorato, in un contesto segnato da un incremento degli insoluti, da requisiti MCC sempre più stringenti e dalla necessità di adottare modelli operativi assimilabili a quelli bancari. Negli ultimi anni, infatti, l’evoluzione normativa ha reso i processi di controllo documentale, di tracciabilità e di compliance sempre più complessi. In questo quadro, CRIBIS Credit Management, società del gruppo CRIF, si posiziona come partner strategico, grazie a un modello operativo dedicato ai Confidi, che integra:
• competenze specialistiche in ambito legale, documentale e creditizio;
• tecnologia avanzata e processi completamente tracciabili;
• data enrichment e analytics predittivi, che abilitano una vera legal factory intelligente per valutare rischi, azionabilità e priorità di intervento.
Il modello consente di intervenire sin dalle prime fasi del default con procedure standardizzate, check-list basate su best practice e una gestione unificata dell’intero ciclo del deteriorato, dallo stragiudiziale fino all’eventuale attivazione giudiziale.
Un elemento distintivo è rappresentato dall’infrastruttura informativa: dashboard, KPI e report operativi che permettono ai Confidi di monitorare in tempo reale performance, compliance MCC e stato delle attività, riducendo la variabilità soggettiva nelle decisioni di recupero.
Accanto alla gestione del deteriorato, CRIF supporta i Confidi anche nella tutela della controgaranzia MCC con un servizio strutturato di Due Diligence delle pratiche MCC, che comprende la verifica documentale e normativa della posizione garantita, il controllo dei requisiti di ammissibilità, la verifica degli eventi di monitoraggio e la valutazione della permanenza delle condizioni richieste dalla normativa. La Due Diligence è supportata dalla piattaforma di Data Document Intelligence, che automatizza le attività di censimento e verifica la completezza documentale, lasciando allo specialista di processo il compito di validare gli esiti, verificare la compliance e gestire eventuali attività di remediation. A seguito dell’esito rilasciato in fase di Due Diligence, CRIF può assumere la gestione operativa del portafoglio e, in caso di insolvenza conclamata, la gestione completa dell’iter di escussione. Grazie a questo modello integrato, i confidi possono contare su una fotografia chiara e aggiornata del proprio portafoglio MCC, con la certezza di una gestione conforme, tempestiva e pienamente allineata ai requisiti normativi, in un contesto in cui verifiche e adempimenti richiesti dall’Ente Gestore risultano sempre più rigorosi.