La valutazione delle imprese nella “new normal era”: il supporto CRIF e le esperienze di Intesa Sanpaolo e Borsadelcredito.it, raccontati live a oltre 200 collegati in live streaming

Oltre 200 referenti appartenenti alle principali aziende di credito si sono collegati al live streaming di CRIF per approfondire i nuovi approcci alla valutazione “aumentata” delle imprese e alla relazione con l’imprenditore nella “new normal era”.

Tre le direttrici innovative del supporto CRIF per mettere a disposizione dei player finanziari dati e indicatori “reattivi” capaci di cogliere segnali di ripartenza, uniti al know how metodologico degli analisti di CRIF Ratings:

  1. Supporto Covid-19 driven, per affiancare gli istituti di credito nella valutazione delle imprese attraverso dati innovativi, analytics evoluti, logiche AI-based e nuove forme di outsourcing;
  2. Digital transformation, ovvero l’investimento e il continuo potenziamento delle soluzioni digitali messe a disposizione da CRIF per azzerare le distanze e costruire una nuova relazione con le imprese;
  3. ESG e, nello specifico, un innovativo score su 80 dimensioni analizzate (eventi e fattori climatici, salute e sicurezza sul lavoro, assetti proprietari, certificazioni, …), grazie alla potenza del CRIF Information Core  – il patrimonio informativo del Gruppo – e al know how di CRIF Ratings (per saperne di più iscriviti al live streaming del prossimo 8 giugno).

Stimare infatti l’impatto economico finanziario del Covid-19 sulle aziende affidandosi a dimensioni di analisi relative al bilancio risulta essere poco efficace. Diventa estremamente rilevante invece monitorare in modo tempestivo quello che sta succedendo a livello di intera economia e, nello specifico, a livello di settori, segmenti e singole imprese per rispondere alla domanda: come e quanto un’azienda sta ripartendo?

A questo proposito, con orizzonte previsivo di 2 anni, CRIF ha sviluppato l’innovativo Osservatorio - “CRIF PULSE” - per tastare il polso della ripartenza delle imprese, basato su dati in real time del CRIF Information Core – il patrimonio informativo del gruppo – e i “dati aumentati” del network di partner di CRIF, elaborati dal team di analisti di CRIF Ratings.

L’osservatorio originale di CRIF coglie in maniera tempestiva i fenomeni di ripresa e fornisce le previsioni economico-finanziarie di tutti settori di attività economica, attraverso 2 componenti:

  • componente forward looking, per stimare gli impatti economici e finanziari della crisi, grazie ai team di analisti di CRIF Ratings;
  • componente esclusiva, aggiornata in real time, legata ai principali fattori della ripartenza, quali ad esempio l’andamento delle richieste di credito e del relativo livello di rischiosità creditizia, del trend moratorie richieste, la dinamicità di settore, pagamenti commerciali e l’emissione di fatture ecc..

Ciò consente di ottenere la “big picture” del settore, che va oltre le tradizionali metriche desumibili dalle sole informazioni pubbliche (bilanci).

Le risposte dei player finanziari: alcune success story

Come reagisce allora una banca di grandi dimensioni in questo contesto?

A questa domanda ha risposto Paolo Di Biasi, Executive Director Direzione Centrale Credit Risk Management di Intesa Sanpaolo, ponendo l’attenzione su 4 principali sfide:

  1. NPLs, in quanto gli impegni presi con la vigilanza e con i mercati saranno difficilmente raggiungibili
  2. Impatto RWA, a fronte di un peggioramento atteso della qualità dei crediti
  3. Stima corretta delle ECL (Expected Credit Loss) 2020 includendo l’effetto di moratorie, garanzie statali e interpretazione del principio contabile
  4. Strumenti di valutazione dei crediti attraverso nuovi paradigmi da affiancare a quelli tradizionali che tengano conto della sostenibilità del debito e delle interconnessioni tra le imprese.

“La qualità del portafoglio dipenderà da una serie di fattori di interconnessione ovvero da quel micro-ecosistema di cui l’impresa fa parte, la filiera. Sappiamo che l’impatto non sarà uguale per tutte le filiere ma soprattutto c’è un tema di effetto “domino” tra vari settori che apparentemente non sono connessi, ma che in realtà lo sono. Stiamo lavorando per rivedere il Credit Risk Appetite in termini di settori e di tipologia di clientela, ridefinendo la strategia di sviluppo e cercando di limitare le esposizioni non garantite verso alcuni di questi.” – conclude Di Biasi.

Il contesto Covid-driven accentua la necessità di far leva su una valutazione “aumentata” delle imprese basata su dati “freschi e reattivi”, ad esempio quelli legati alle transazioni dei conti correnti che si aggiungono alla classica componente di matrice creditizia maggiormente influenzata dal contesto.

Infatti, sfruttando le nuove opportunità offerte da PSD2, attraverso un uso avanzato delle informazioni derivanti dall'open banking e logiche di aggregazione e categorizzazione del dato e analytics as-a-service di ultima generazione, la soluzione N.E.O.S di CRIF consente di restituire indicatori di merito creditizio e di sostenibilità obiettivi e meno condizionati dall’emergenza Covid-19.

I “nuovi” dati PSD2-driven diventano quindi linfa vitale nei processi di instant lending, ancor di più nella “new normal era”, con benefici tangibili quali la riduzione del 25% dell’effort IT per le attività di gestione ed estrazione degli estratti conto e la diminuzione del tempo di lavorazione per ogni singolo conto corrente superiore al 98%, come confermato da Antonio Lafiosca, CEO Mo.Net SpA e Group COO, BorsadelCredito.it.

“In quanto azienda nativa digitale, siamo sempre alla ricerca di soluzioni smart e instant, che garantiscano alle imprese di poter accedere al credito in modo semplice e veloce, senza rinunciare agli aspetti di compliance. Del resto il nostro motto è ’24 ore per l’esito, 3 giorni per l’erogazione’. Questo ci ha portato a scegliere CRIF per ottimizzare il nostro processo di valutazione del merito creditizio grazie alle potenzialità di una soluzione open banking oriented in grado di recuperare e aggregare i dati di conto corrente delle imprese clienti attraverso un’interfaccia di Access to Account e logiche di categorizzazione AI-based, che ci permettono di automatizzare attività che in precedenza gestivamo manualmente. Le informazioni vengono poi sintetizzate in uno score che ci consente di valutare il 100% delle imprese, anche le cosiddette new2credit, ovvero le start up che richiedono un finanziamento per la prima volta. Il tutto garantendo un processo trasparente e digitale con tempi di erogazione estremamente rapidi”. – conclude Lafiosca.

L’open banking offre inoltre l’opportunità ai player finanziari di sviluppare la relazione con le imprese attraverso strumenti di business financial management (BFM). Da un lato, attraverso il BFM le imprese possono avere un monitoraggio in modalità “open” e in real time dei flussi di cassa e dello stato dei pagamenti, quanto mai cruciale nell’attuale contesto. Dall’altro, per il player finanziario questo tipo di strumento di advisory digitale costituisce un servizio a valore aggiunto (VAS), in linea con i principi di caring, da offrire alle proprie imprese per ripartire e restare al loro fianco nella “new normal era”.

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Per maggiori informazioni: marketing@crif.com