Pagamenti tra imprese: dopo la pandemia si torna alla normalità. Incognite sull’impatto della guerra nei prossimi mesi

Milano, 13 maggio 2022

Pagamenti tra imprese: dopo la pandemia si torna alla normalità. Incognite sull’impatto della guerra nei prossimi mesi

CRIBIS presenta lo “Studio Pagamenti 2022”, il principale osservatorio sui pagamenti in Italia e nei 38 Paesi monitorati. Nel 2021 in Italia i pagamenti sono avvenuti entro la scadenza nel 38,5% dei casi, in miglioramento rispetto al 2019 (+11%) ma dietro a Germania, UK, Francia e Spagna.


Milano, 13 maggio 2022 – Dopo la pandemia gradualmente i pagamenti commerciali tra le aziende tornano alla normalità; i pagamenti alla scadenza sono in crescita in tutte le principali economie del mondo ma, l’Italia, rimane lontano dalle principali economie industrializzate. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti, in cui CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nella business information, ha analizzato anche per il 2021 le abitudini di pagamento delle imprese in 38 Paesi del mondo che rappresentano circa il 90% del PIL mondiale e le principali economie con cui le imprese italiane hanno rapporti commerciali.

Il patrimonio informativo di CRIBIS sui dati di pagamento delle aziende è molto esteso, tanto da consentire sia la realizzazione dello Studio Pagamenti, l’osservatorio trimestrale sui comportamenti di pagamento delle aziende italiane, che uno Studio annuale a livello internazionale. Uno Studio che rappresenta un utile strumento per monitorare l’andamento dell’economia di un Paese.

L’Italia al 18° posto in Europa per i pagamenti puntuali, 25° a livello globale

Secondo lo Studio Pagamenti Cribis a livello internazionale l’Italia è tra i Paesi dove nel 2021 i pagamenti ai fornitori oltre 30 giorni (considerati ritardi gravi) sono più alti e pari all’11% (Grecia e Romania i peggiori pagatori europei).

Con il 38,5% dei pagamenti alla scadenza - comunque in sensibile miglioramento (+11%) rispetto al 2019, pre-Covid - l’Italia è dietro a Germania, UK, Francia e Spagna in Europa. Fanno peggio solo Grecia, Romania, Serbia, Portogallo, Croazia, Turchia e Bulgaria. Confrontando i dati a livello mondiale il nostro paese si colloca invece al 25° posto in classifica e riscontra un calo dei ritardi gravi, in miglioramento del 14% rispetto all’anno scorso.

In Italia  - dove gli ultimi mesi dell’anno segnavano una buona ripresa - gli ambiti più colpiti dall’aumento dei ritardi gravi nel 2021, rispetto al periodo pre-Covid, sono quelli dei Servizi di ospitalità, con un’incidenza dei pagamenti oltre 30 giorni pari al 13,8%, cresciuta del 45,1% e quello dei Ristoranti e bar in cui si riscontrano ritardi gravi nel 29,3% dei casi, in aumento del 22,8% rispetto al 2019. I settori che stanno recuperando più velocemente sono quello dei Trasporti, che mostra un’incidenza di gravi ritardi pari al 5,1%, in miglioramento del 42,5% rispetto al 2019 e quello della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), con un’incidenza di ritardi gravi pari al 12,8%, in miglioramento del 19,3% rispetto al 2019.

Pagamenti oltre 30 giorni – Q4 2021 vs Q4 2019 (FONTE CRIBIS)

Nei grafici che seguono si confronta l’incidenza dei pagamenti puntuali dell’Italia nel 2021 con l’omologo indicatore degli altri Paesi in Europa e nel mondo.

Pagamenti puntuali Italia VS mondo, Q4 2021 (FONTE CRIBIS)

Europa:

Lo Studio Pagamenti di CRIBIS prende in esame distintamente Europa settentrionale e Europa meridionale. Bene il Nord Europa. Nel 2021 la Danimarca si contraddistingue per le maggiori quote di pagatori puntuali, con il 90,2%. Seguono Polonia e Slovacchia con più del 74%. La Svezia, invece nel 2021, registra un incremento consistente nella classe dei ritardi gravi rispetto al 2020, ma interessa solo 1,6% delle aziende analizzate. L’Irlanda mostra una crescita dei pagatori puntuali del 13,3% rispetto all’anno precedente, ma anche i ritardi gravi crescono di oltre il 19%.

Nel 2021 l’Ungheria si contraddistingue per le maggiori quote di pagatori puntuali con il 70,7%, seguita dalla Slovenia con il 53,2%. Portogallo e Romania invece, registrano meno del 18% nella classe di pagamento alla scadenza. La Croazia è il paese dell’Europa Meridionale a mostrare i miglioramenti più rilevanti nelle abitudini di pagamento rispetto al 2020, con un incremento dei pagatori puntuali del 12,2%. L’incremento più alto dei ritardi gravi, invece, si registra per la Bulgaria con il 60,7%.

Il trend a livello mondiale per il 2021 segnala una ripresa rispetto ai dati 2020 sintomo di una sostanziale uscita dal periodo critico dovuto alla pandemia - ha commentato Marco Preti, AD di Cribis - Per i Paesi del Vecchio Continente i pagamenti non risultano ancora influenzati dagli avvenimenti internazionali dei primi mesi dell’anno. Il conflitto fra Russia e Ucraina e il conseguente aumento del prezzo delle materie prime, iniziato già prima del conflitto, sembra non aver ancora avuto conseguenze dirette sui pagamenti in Italia nei primi tre mesi dell’anno, ma ci aspettiamo possa essere un tema da considerare per i prossimi mesi

Asia:

Per quanto riguarda l’Asia anche nel 2021 Taiwan si contraddistingue per la maggiore quota di pagamenti puntuali con il 70,8. Male Hong Kong, che registra solo il 19,5% nella classe di pagamento alla scadenza e con un peggioramento rispetto al 2020 (-30,4%). Israele e Cina mostrano un miglioramento sul fronte dei pagamenti puntuali con il 22,4% (+38,3% rispetto al 2020) e 28,1% (+11,5% rispetto al 2020). Le Filippine registrano un aumento significativo delle aziende che pagano in ritardo grave, passando dal 29% nel 2020 al 32,5% nel 2021.

America:

Dall’analisi dei Paesi americani si osserva che negli Stati Uniti nel 2021 i pagatori puntuali rappresentano più del 57% delle aziende, raggiungendo così uno dei livelli più virtuosi di tutto il mondo. I ritardi gravi sono aumentati del 5,6% rispetto all’anno precedente. Il Canada rispetto al 2020 registra un incremento sia nei pagamenti alla scadenza (23,5%) sia nei ritardi gravi (31,5%). In Messico i pagamenti alla scadenza crescono dell’8,6%.

Lo Studio Pagamenti

Lo Studio Pagamenti è l’osservatorio annuale realizzato da CRIBIS con i dati sui pagamenti commerciali raccolti a livello globale dal Dun & Bradstreet Worldwide Network di cui CRIBIS è partner.

Lo Studio Pagamenti fornisce diversi livelli di approfondimento per dimensione, regione, settore e trend storici, consente di analizzare complessivamente lo stato di vitalità delle imprese, valutare il livello di puntualità dei pagamenti verso i loro fornitori, rappresentando quindi un indice importante dello stato di salute dell’economia reale di un Paese.

Lo Studio offre la possibilità di confrontare i pagamenti delle imprese italiane rispetto a quanto accade negli altri paesi Europei e del mondo, fare un’analisi delle macroaree Europa, Asia, America. Si torna poi in Italia dove sono già disponibili anche i dati dei primi 3 mesi del 2022.

Il trend del 2022: Italia nei primi 3 mesi

A Marzo 2022 i pagatori puntuali rappresentano il 38,8% del totale, mentre i pagamenti con oltre 30 giorni di ritardo raggiungono il 10,5%, in calo del 18% rispetto al 4Q 2020 e stabili rispetto al livello del 4Q 2019.

Il Nord Est risulta l’area geografica più affidabile con il 46,7% di pagamenti regolari, mentre le imprese del Sud e Isole mostrano un comportamento più problematico con solo il 25,4% di pagamenti entro i termini.

Tra i gruppi merceologici più puntuali sicuramente la manifattura con solo il 6,8% di ritardi oltre 30 giorni, mentre nel Commercio al dettaglio troviamo la concentrazione più bassa con oltre il 16% di ritardi oltre 30 giorni.