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Ricerche
• Le surroghe segnano una brusca frenata nel I trimestre 2026, con un calo del 38,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
• Oltre il 60% delle richieste si concentra su importi compresi tra 100.000 e 300.000 euro mentre la durata 25-30 anni è la preferita dalle famiglie italiane, con il 43,8% del totale delle richieste.
I primi sei mesi dell’anno si sono caratterizzati da un rallentamento della domanda dei mutui immobiliari da parte delle famiglie italiane, salvo il mese di maggio che si è mantenuto in linea con quello dell’anno precedente (+0,4%). Nel I semestre 2026, le richieste dei mutui segnano un -5,9% rispetto al corrispondente periodo del 2025. Il fenomeno delle surroghe registra nel I trimestre del 2026 una considerevole frenata del 38,4%. L’importo medio richiesto rimane pressoché stabile con un valore di 153.972 Euro (-0,2% I semestre 2026 vs I semestre 2025). Queste le principali evidenze dell’analisi del Barometro CRIF (Fonte: il Sistema di Informazioni Creditizie EURISC).
“Il progressivo allentamento della politica monetaria, avviato nella seconda metà del 2024 e proseguito fino a maggio 2026, ha contribuito a ridurre il costo del credito, favorendo una maggiore sostenibilità delle rate e rafforzando l’equilibrio finanziario delle famiglie. In uno scenario ancora caratterizzato da incertezza macroeconomica e requisiti regolamentari più stringenti, la domanda di credito da parte delle famiglie italiane dovrebbe rimanere nei prossimi mesi improntata alla cautela. Tuttavia, a fronte di una maggiore prudenza, i mutui per l’acquisto di abitazioni ad alta efficienza energetica e per interventi di riqualificazione rappresentano un ambito di crescente interesse per famiglie e operatori” - commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.
Per quanto riguarda la distribuzione per fascia di importo, nel I semestre del 2026 oltre il 60% delle richieste di mutuo si concentra su importi compresi tra 100.000 e 300.000 Euro.
Dall’analisi della distribuzione delle richieste per durata, emerge che la classe tra i 25–30 anni raccoglie il 43,8% del totale. In generale, oltre 9 richieste su 10 prevedono piani di rimborso superiori ai 15 anni, a conferma della propensione delle famiglie a privilegiare soluzioni diluite nel tempo, funzionali a contenere l’impatto della rata sul bilancio familiare. Infine, per quanto riguarda la distribuzione per classe di età, sono le fasce centrali, dai 25 ai 54 anni - le fasi della vita in cui si avviano progetti futuri e si consolida poi il proprio status finanziario - a raccogliere oltre l’80% della domanda. Gli over 55 rappresentano una quota più contenuta della domanda, pari al 12,9% del totale, coerentemente con una fase della vita in cui l’accesso al mutuo tende a essere meno frequente rispetto alle fasce centrali.