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"Il mercato degli NPL si trova in una fase di transizione e quindi verso un nuovo equilibrio strutturale. Le dinamiche straordinarie di de-risking che hanno guidato gli ultimi anni risultano ormai superate, a favore di un contesto più stabile e competitivo, con minore esposizione a fattori di stress sistemico. Questo processo si accompagna anche a una riduzione degli stock e a una progressiva normalizzazione dei flussi."
Alberto Sondri, Executive Director di CRIBIS Credit Managementent
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In questa puntata di "The Spotlight: Walk the data with CRIF" analizza la transizione verso un nuovo equilibrio strutturale.Â
"Lo stock di NPE lordi, del sistema bancario italiano, si attesta a 47,5 miliardi a fine 2025, in riduzione di 6.7 punti percentuali rispetto a fine 2024.Â
Prosegue quindi un percorso di riduzione iniziato 10 anni fa, quando a fine 2015 lo stock degli NPE ammontava a circa 361,5 miliardi di euro e il sistema bancario italiano registrava un NPE ratio lordo di circa 18.6 punti percentuali.Â
Grazie all'ottimo lavoro fatto in questi anni e dal raggiungimento di un NPE ratio lordo di circa 2,6 punti percentuali, il sistema bancario italiano non rappresenta più una criticità a livello internazionale.Â
Ed anzi l'EBA European Banking Authority, individua il modello italiano come il modello di riferimento per il de-risking europeo.
Nonostante la contrazione degli stock, il mercato degli NPE non sta scomparendo, si sta trasformando.
Sono limitati i volumi di transazione, ma è aumentata la frequenza delle operazioni.Â
Quindi di fatto il mercato sta diventando più maturo, più selettivo e ci sono molte più operazioni di piccole dimensioni e molto specialistiche.
Questo porta doverosamente i buyer a investire in capacità analitiche e modelli operativi specializzati per poter competere.
Oltre allo stock diminuisce anche il flusso di nuovi crediti deteriorati. A fine 2025 si attesta infatti a 15 miliardi di euro in riduzione di 12.3 punti percentuali rispetto a fine 2024. Ciò evidenzia un ulteriore miglioramento nella capacità di mitigare il rischio di credito da parte del sistema e in effetti le banche stanno progressivamente sofisticando e anticipando le azioni di contenimento."