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In questo episodio di Sintesi On Air approfondiamo lo Studio CRIF su Giovani e Credito. Il credito rappresenta uno snodo centrale nel percorso di autonomia economica dei giovani italiani, ma con modalità e intensità molto diverse tra chi muove i primi passi e chi si trova nella fase di piena costruzione della propria vita finanziaria. Nel complesso del mercato dei finanziamenti, gli under 40 rappresentano poco più di un quarto dei contratti (26,8%) e dei soggetti coinvolti (27,1%). Una quota significativa, ma non dominante, che racconta di una generazione presente nel mercato del credito, anche se con caratteristiche profondamente diverse rispetto alle fasce più mature.
A emergere con forza è soprattutto il diverso atteggiamento verso il debito tra i più giovani (18–30 anni) e la fascia immediatamente successiva (31–40), che segna un vero punto di svolta nel ciclo di vita finanziario. I più giovani si affacciano al credito in modo prudente: le rate medie mensili sono sensibilmente più basse (215 euro) rispetto alla media complessiva che arriva a circa 280 euro, e l’indebitamento medio per soggetto resta contenuto. È l’espressione di un credito “di ingresso”, fatto di importi più piccoli e impegni sostenibili, dove la priorità sembra essere l’accesso piuttosto che l’investimento. Un segnale coerente con una fase di vita in cui il reddito è spesso ancora in crescita e la relazione con il sistema creditizio è agli inizi, con pochi contratti per soggetto, importi limitati, e un approccio che privilegia la gradualità.