Milano, 5 ottobre 2017

CRIBIS, pagamenti commerciali: continua a migliorare la puntualità delle imprese italiane, +6,4% rispetto a settembre 2016. Ma ancora solo poco più di una su tre paga alla scadenza

Il 2017 sorride alle imprese italiane sul fronte dei pagamenti commerciali. Dopo la stabilizzazione del primo trimestre dell’anno e il primo segno positivo dal 2011 registrato nel secondo, nel terzo le aziende consolidano l’andamento favorevole con una crescita della puntualità del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2016.

A rivelarlo è lo Studio Pagamenti aggiornato al 30 settembre 2017 realizzato da CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nella business information, che analizza con regolarità i comportamenti di pagamento delle imprese italiane.

L’analisi verrà presentata mercoledì 11 ottobre a Milano al Centro Svizzero (via Palestro 2, ore 9-13) nell’ambito dell’incontro “Come ridurre i tempi di incasso? Esperienze a confronto” sulle nuove tendenze nella gestione dei crediti commerciali, organizzato da CRIBIS e CRIBIS Credit Management.

In particolare, lo studio si è concentrato su due degli indicatori principali dello stato di salute di un’azienda: la puntualità nel saldare le fatture ai fornitori e la percentuale di ritardi gravi, quei pagamenti effettuati a più di 30 giorni di distanza dai termini concordati.

Se i ritardi gravi continuano a scendere a ritmo sostenuto già da tempo (-16,7% rispetto a settembre 2016), un aumento così significativo della puntualità nei pagamenti è una novità positiva che consolida l’inversione di tendenza registrata nello scorso trimestre, dopo un trend tristemente negativo dal 2011 al 2016, e che dimostra come le imprese italiane siano molto meno in difficoltà nei pagamenti commerciali, e dunque più solide e in salute, rispetto agli anni precedenti.

Tuttavia, il numero di imprese in grado di rispettare i tempi pattuiti con i fornitori è ancora basso: soltanto il 38,2%, infatti, salda le fatture alla scadenza, il 51,3% entro il mese di ritardo, mentre il 10.5% è gravemente ritardatario. Una percentuale, quest’ultima, che dal 2012 non è mai stata così bassa, anche se rispetto al 2010 è comunque più alta del 90,9%, mentre i pagamenti puntuali sono ancora inferiori dell’1,9% rispetto ai livelli di sette anni fa. Il Nord Est è l’area geografica più affidabile del paese, con il Veneto in testa, mentre il Sud e Isole si conferma l’area più in difficoltà, con la Sicilia fanalino di coda.

Abitudini di pagamento in Italia Q4 2010 – Q3 2017 (Fonte: CRIBIS)


“Nell’ultimo trimestre le imprese italiane hanno consolidato il buon risultato ottenuto sul fronte dei pagamenti commerciali nella prima metà del 2017, registrando un aumento della puntualità del 6,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una crescita significativa che rappresenta una novità positiva, dopo che dal 2011 i pagamenti alla scadenza erano sempre andati calando anno su anno prima di ricominciare a crescere nello scorso trimestre – commenta Marco Preti, Amministratore delegato di CRIBIS – e che, insieme al costante calo dei ritardi gravi, va sicuramente interpretata come un indicatore del miglioramento dello stato di salute delle imprese italiane. Così come i fallimenti, che mostrano ormai da un paio d’anni una costante riduzione. Segnali decisamente incoraggianti, dunque, ma che non devono far dimenticare che le difficoltà degli anni di crisi non sono ancora alle spalle, dal momento che i ritardi gravi sono comunque saliti del 90,9% rispetto ai valori del 2010, mentre i pagamenti puntuali sono scesi dell’1,9%. Le stesse aziende, infatti, mettono in evidenza che in questi anni hanno dovuto fronteggiare una situazione molto difficile, caratterizzata da una riduzione del giro d’affari e una crescita dei ritardi nei pagamenti e degli insoluti”.

“CRIBIS - prosegue Preti - è un osservatorio privilegiato, partner delle aziende leader dei diversi settori e di oltre 15.000 PMI italiane. Per questo possiamo affermare che le aziende che hanno ottenuto le migliori performance sono quelle che hanno utilizzato la gestione del credito come uno dei parametri di segmentazione della clientela, in sinergia con le esigenze e gli obiettivi commerciali. La puntualità dei pagamenti è diventata uno degli elementi chiave per ottimizzare i flussi di cassa e individuare i clienti da fidelizzare e su cui investire. E i dati confermano questo approccio: tra chi ha scelto una gestione avanzata del credito commerciale i ritardi gravi calano di quasi l’80%, raggiungendo il 2,7%. Questo significa che chi gestisce bene il credito commerciale, non solo incassa meglio, ha una migliore gestione del working capital e riduce l’indebitamento a breve, ma diventa a sua volta più virtuoso verso i propri fornitori, distribuendo risorse liquide all’interno della propria filiera”.

Abitudini di pagamento in Italia per classi di ritardo, 2010 – Q3 2017 (Fonte: CRIBIS)


L’analisi delle aree geografiche
Le imprese del Nord Est sono le più puntuali d’Italia, col 46,5% di pagamenti regolari e soltanto il 6,4% di ritardi gravi. Bene anche il Nord Ovest, dove le imprese virtuose sono il 43,4% e quelle gravemente ritardatarie appena il 7,3%, mentre la situazione inizia a peggiorare spostandosi nell’area del Centro, dove le performance scendono sotto la media nazionale, con il 34,5% di aziende puntuali e il 12,3% di cattivi pagatori.

Il Sud e Isole, invece, si conferma l’area più in difficoltà nei pagamenti commerciali: qui solo poco più di un’azienda su quattro (il 25,9%) è virtuosa e ben il 17,3% salda i debiti con i fornitori con oltre 30 giorni di ritardo. Lo stesso divario fra Nord e Sud del paese si nota anche considerando la classifica regionale, dove il Veneto si afferma come la regione più puntuale d’Italia, con il 47,6% di pagamenti regolari e il solo 6,3% di ritardi gravi, mentre la Sicilia si guadagna la maglia nera, con soltanto il 22,2% di aziende puntuali e ben il 19,3% di cattivi pagatori.

Completano le prime cinque posizioni della classifica regionale l’Emilia Romagna (47,4%), la Lombardia (47,1%), il Friuli Venezia Giulia (45,5%) e il Trentino Alto Adige (41,1%). In fondo alla classifica troviamo invece, dopo la Sicilia, la Calabria (24,3%), la Campania (24,9%), la Sardegna (26,6%) e la Puglia (28%).

Abitudini di pagamento in Italia, Q2 2017, per area geografica (Fonte: CRIBIS)

Fra le province, Bergamo registra la performance migliore per puntualità in Italia. Seguono nella top ten Brescia, Sondrio, Lecco, Mantova, Vicenza, Treviso, Trento, Como e Varese. Le imprese di Enna sono invece le meno puntuali, seguite da quelle di Reggio Calabria, Messina, Agrigento e Palermo.


Province più virtuose nei pagamenti, Q2 2017 (Fonte: CRIBIS)

Analisi dei settori merceologici e delle tipologie di azienda 

Il comparto dei servizi finanziari è quello che gode di miglior salute con una quota del 48,7% di performance virtuose, a fronte di un 8% di ritardi gravi. Bene anche l’industria e la produzione (44,5% di imprese puntuali, 6,8% di ritardi gravi). Proseguono invece le grandi difficoltà del commercio al dettaglio, che rischiano di condizionare l’andamento di tutte le filiere produttive a monte. Appena il 26,3% delle imprese appartenenti al comparto risulta puntuale, a fronte di un 17% di pagamenti oltre il mese di ritardo.

L’analisi dei pagamenti per dimensione aziendale sottolinea la puntualità delle micro realtà, virtuose nel 39,3% dei casi, le quali però, per assurdo, detengono anche il primato di ritardi gravi, con l’11,4% di fatture saldate oltre il mese di ritardo. Situazione opposta per le grandi realtà: virtuose solo nel 15,4% dei casi, ma anche raramente in forte ritardo (5,1%).
Performance positive per le piccole imprese, che abbinano un tasso di puntualità poco più basso di quello delle micro (37,3%) a una ridotta percentuale di ritardi gravi (6,4%). Situazione intermedia infine per le medie imprese, con il 28,8% di operatori puntuali, ma con il più basso numero di imprese gravemente ritardatarie, pari al 4,8%.


Abitudini per classi di ritardo Q2 2017, dettaglio dei settori (Fonte: CRIBIS)


Abitudini per classi di ritardo Q2 2017, dettaglio tipologia di azienda (Fonte: CRIBIS)