Milano, 11 luglio 2017

CRIF Ratings: migliora il profilo di rischio delle imprese non finanziarie italiane, il tasso di default scende al 4,3% a dicembre 2016

È quanto emerge dalla credit research di CRIF Ratings “Economic and Credit Outlook 2017-18” presentata oggi alla stampa.


“Migliora la rischiosità delle imprese non finanziarie italiane, come confermato dalla riduzione del tasso di default. A dicembre 2016 il tasso di default si è attestato al 4,3%, in lieve calo rispetto al 4,4% di settembre 2016; calo molto più evidente se raffrontato al dato di dicembre 2015 (5,3%)” – è quanto si legge nella credit research di CRIF Ratings “Economic and Credit Outlook 2017-18” che ha analizzato sia i ritardi sui pagamenti e sui rimborsi bancari sia le procedure di insolvenza pregiudizievoli delle imprese non finanziarie italiane suddivise in 12 raggruppamenti settoriali (Agricoltura; Alimentare, Bevande e Tabacco; Chimica e Farmaceutica; Commercio; Costruzioni, Infrastrutture e Immobiliare; ICT, Media e TLC; Manifattura Leggera; Manifattura Pesante, Mining – Oli & Gas, Servizi, Trasporti e Logistica, Utilities ed Energia).

L’Outlook per il biennio 2017-2018 è Stabile. CRIF Ratings ritiene che nel medio termine il tasso di default si assesterà intorno al 4%. In particolare, l’Agenzia anticipa che dopo il 4,3% del 4Q16 si assisterà a un’ulteriore riduzione della rischiosità finanziaria delle imprese italiane nei primi due trimestri del 2017 e una progressiva stabilizzazione dal 2018 al di sotto dei livelli pre-crisi (tasso di default tra il 5% e il 6% nel biennio 2007-2008).

Il dettaglio settoriale dimostra come il calo dei tassi di default registrato tra dicembre 2016 e fine 2015 abbia coinvolto trasversalmente l’intera struttura produttiva nazionale, anche se questo trend ha coinvolto in misura più accentuata i comparti delle Costruzioni, dei Trasporti e della Manifattura Leggera. Restringendo il campo di analisi all’ultimo trimestre disponibile emerge come il calo rilevato tra il 4Q16 e il 3Q16 sia imputabile solo ad alcuni specifici settori ossia: Costruzioni, Trasporti, Utilities, Manifattura e ICT.

Nonostante l’ulteriore contrazione rilevata nel 4Q16, quello delle Costruzioni è il settore con il tasso di default più elevato (5,6%), seguito dall’Agricoltura (4,7%) e dal Commercio (4,5%). Dall’altra parte, tra le imprese non finanziarie italiane, i settori che registrano una minore rischiosità finanziaria sono la Chimica e la Farmaceutica (2,0%) e Utilities ed Energia (2,4%).

“Il calo dei tassi dei default registrato nel 2016, un trend moderato ma costante in tutti i trimestri dell’anno, conferma il graduale processo di normalizzazione e stabilizzazione del tasso grazie al miglioramento del contesto economico e finanziario” – spiega Paolo Bono, Associate del dipartimento Corporate di CRIF Ratings. “L’assestamento dei tassi di default al di sotto dei livelli pre-crisi va letto alla luce di un sistema produttivo più solido, supportato da un’accelerazione dell’economia mondiale. Inoltre, un contribuito importante alla riduzione del profilo di rischio viene dal regime di tassi di interesse bassi o prossimi allo zero che garantiscono una diminuzione dei costi d’indebitamento e da quotazioni del petrolio che restano tutto sommato contenute”.

Sulla ripresa dell’economia italiana e conseguentemente sul grado di rischiosità delle imprese, dopo il buon inizio del 1Q17 (+1,2% il PIL), permangono numerosi rischi correlati alle incertezze e alle tensioni geopolitiche globali come ad esempio la scelta delle future politiche monetarie adottate dalla BCE soprattutto in tema di tassi di interesse, le politiche protezionistiche, l’andamento della crescita mondiale cui si aggiungono fattori di potenziale criticità specifici del contesto nazionale.

L’andamento dei tassi di default delle imprese italiane non finanziarie appare strettamente correlato a queste dinamiche di contesto. In ottica prospettica CRIF Ratings stima che i settori maggiormente esposti al possibile incremento del rischio finanziario nel biennio 2017-2018 sono quello dei Servizi e quello della Manifattura Leggera.

Durante la presentazione della ricerca alla stampa è stato illustrato il nuovo posizionamento dell’agenzia, oggi CRIF Ratings srl, come legal entity autonoma del gruppo CRIF. La decisione è stata il frutto di un percorso che attesta in consolidamento di un’aspirazione strategica, ovvero quella di posizionare l’Agenzia al servizio degli investitori sul mercato europeo e non solo italiano e spagnolo. Per i prossimi anni l’Agenzia ha sviluppato un piano di espansione ambizioso: oltre all’emissione di rating su imprese, che continuerà a rappresentare il core business, attraverso il costante monitoraggio e il periodico commento dei trend più rilevanti per il mercato del credito e dei capitali, CRIF Ratings si propone di diventare un punto di riferimento per imprese, investitori, advisors e intermediari finanziari alla ricerca di opinioni ad alto valore aggiunto che partono dalla profonda conoscenza e dall’interpretazione delle specificità del contesto europeo. La trasformazione in legal entity comporta alcuni cambiamenti di governance dettati dai requisiti di vigilanza ESMA. Il team analitico è composto da oltre 15 professionisti negli uffici di Bologna, Rende e Barcellona, guidati da Francesca Fraulo, General Manager e Responsabile di Operations e del Dipartimento Corporate Ratings, mentre il dipartimento di Business Development è sotto la responsabilità di Daniele Filippi, proveniente dal settore dell’investment banking. CRIF Ratings ha l’aspettativa di incrementare ulteriormente la propria attività parallelamente alla crescente consapevolezza da parte delle imprese dell’importanza di rendersi appetibili per gli investitori dotandosi di una valutazione indipendente nonché della possibilità e opportunità di rivolgersi al mercato dei capitali per sostenere la propria crescita.

Contatti

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Associate, Corporate Ratings
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