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La minaccia invisibile del credito: nel 2025 le frodi costano oltre 165 milioni di euro

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  • La crescita dei casi si traduce in un aumento dell’importo totale frodato (+10,7%) mentre scende l’importo medio (-10,6%) che si attesta a oltre 4.300 euro;
  • Continuano a crescere i casi di frode relativi al Buy Now Pay Later (+13,8%) mentre calano quelli sui prestiti finalizzati (-6,5%) e personali (-7,5%) 
  • I mutui registrano tempistiche di scoperta particolarmente più lunghe: quasi la totalità dei casi viene scoperta dopo oltre 4-5 anni
  • Crescono le vittime di frode nelle fasce d’età più giovani (18-40anni)

 

Le frodi basate sul furto di identità rimangono purtroppo una minaccia preoccupante per il settore del credito, in particolare per il credito al consumo. L’analisi dell’Osservatorio CRIF – Mister Credit sulle Frodi Creditizie registra oltre 38.300 casi in Italia, con un aumento del +23,8% nel 2025 rispetto all’anno precedente. 
L’aumento dei casi rilevati traina la crescita del valore economico complessivo frodato, che supera i 165 milioni di euro (+10,7%). Rispetto al 2024, l’importo medio delle frodi creditizie segna invece un calo del -10,6%, attestandosi a oltre 4.300 euro.

“La crescita delle frodi creditizie basate sul furto di identità osservata nel 2025 conferma la necessità di un impegno congiunto e strutturato per contrastare efficacemente questo fenomeno. I truffatori appaiono sempre più evoluti e organizzati, anche avvalendosi dell’intelligenza artificiale che consente di realizzare attacchi altamente sofisticati e credibili. In questo contesto, CRIF ritiene che, accanto all’adozione di strumenti di prevenzione sempre più avanzati, sia fondamentale rafforzare l’educazione finanziaria e digitale dei cittadini, affinché possano riconoscere i segnali di frode, proteggere le proprie credenziali e agire tempestivamente in caso di sospetti.” –
afferma Beatrice Rubini, Executive Director della linea Mister Credit di CRIF, che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori.

L’andamento degli importi nei casi di frode

Analizzando la distribuzione delle transazioni fraudolente, si osserva un calo del -12,6% dei casi con un importo inferiore ai 1.500 euro mentre quelli con importi compresi tra 1.501 e 3.000 euro hanno segnato la crescita maggiore (+14,5%). Parallelamente diminuisce l’incidenza dei casi di frode con importi nelle fasce intermedie 3.001-5.000 euro (-9,8%) e 5.001-10.000 euro (-5,3%), che rappresentano rispettivamente il 13,7% e il 9,8% del totale. 
Le fasce più elevate risultano invece sostanzialmente stabili: le frodi con importi compresi tra 10.001 e 20.000 euro segnano un +1,4% mentre quelle di importo superiore ai 20.000 euro rimangono pressoché invariate (+0,5%). 

Nel complesso, il fenomeno si distribuisce trasversalmente tra le diverse fasce di importo, evidenziando tuttavia una maggiore incidenza in quella compresa tra 1.501 e 3.000 euro che, con una quota del 21,1%, risulta la più esposta, suggerendo che rappresenti per i criminali un buon compromesso tra rendimento e probabilità di passare inosservati. Al contempo, la stabilità delle fasce più alte indica che continuano a rappresentare un obiettivo rilevante per i truffatori. 

Tipologie di finanziamento oggetto di frode 

Il prestito finalizzato, pur rimanendo la tipologia di prodotto più vulnerabile ai casi di frode con una quota del 32,1%, mostra un calo del -6,5%, a conferma di un trend che ha visto negli ultimi anni una riduzione notevole per questa tipologia di finanziamento (nel 2018 rappresentava oltre il 72% dei casi di frode rilevati). Tuttavia, l’importo medio delle frodi su prestiti finalizzati cresce in modo significativo (+15,9%) attestandosi a 8.077 euro. 
In calo anche i prestiti personali, che registrano un -7,5% passando da una quota del 25,2% al 23,4% del totale dei casi stimati, con un importo medio pari a 14.273 euro. 
Aumenta invece l’incidenza dei casi di frode sui mutui che segnano un aumento del +50,1%, raggiungendo la quota del 4,2%. 
Le frodi su carte di credito, incluse le revolving, subiscono un calo (-18,1%), mentre si conferma la crescita (+13,8%) dei casi di frode sulla rateizzazione di acquisti e-commerce, le così dette formule “Buy now, pay later” (BNPL), che pur rappresentando ancora una fetta residuale sul totale del fenomeno (pari al 6,5% del totale), confermano come il trend delle frodi sull’e-commerce sia un fenomeno in forte crescita.

“Il fenomeno delle frodi creditizie sta evolvendo verso modelli sempre più sofisticati, in cui i truffatori selezionano con attenzione sia gli importi sia i prodotti da colpire. La combinazione tra operazioni di entità contenuta, che consentono maggiore mimetizzazione, e il mantenimento di attività sulle fasce più elevate evidenzia un approccio sempre più strutturato. Parallelamente, la maggiore esposizione di soluzioni emergenti come il Buy Now Pay Later conferma la rapidità di adattamento del fenomeno ai cambiamenti del mercato del credito. In questo contesto, diventa essenziale per i player finanziari rafforzare ulteriormente i modelli di presidio del rischio, evolvendo strumenti e capacità analitiche per intercettare schemi di frode sempre più dinamici” –
commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

I beni finanziati oggetto di frode creditizia

CRIF ha analizzato anche la tipologia di beni finanziati più coinvolti in pratiche fraudolente, fornendo un quadro interessante sull’evoluzione delle preferenze dei truffatori. Rispetto al 2024, la categoria Consumi e spese personali – comprendente beni generici, abbigliamento e lusso – diventa la più colpita dalle frodi (con una quota del 21% dei casi) con una crescita del +53,1%, seguita dall’acquisto di Elettrodomestici, che si attesta al 18,5%. 
Al terzo posto si trova la categoria di Beni Elettronici, Informatici e Telefonia al 9,9% (+83%), seguita da Auto e Moto con il 9% (-6,4%). Seguono le frodi che hanno per oggetto le spese per Immobili e Ristrutturazioni (5,5%), le spese per la Salute (5%) e per l’Arredamento (4,6%), per cui complessivamente le Spese per la casa rappresentano il 10,1%. 
Rappresentano una quota pari al 2,3% le frodi che colpiscono la categoria Finanziarie e Assicurazioni, fenomeno riconducibile all’utilizzo sempre più frequente della rateizzazione delle polizze assicurative, mentre le frodi relative a Viaggi e Intrattenimento e a Spese professionali si attestano rispettivamente allo 0,7% e 0,6%. 

Analizzando le principali tipologie di venditore presso cui i truffatori acquistano i beni finanziati mediante frodi creditizie, per i casi di frode dove il dato è disponibile (circa la metà) si nota che il 70,9% si riferisce alla categoria Commercio e negozi della grande distribuzione (GDO), mentre il 23,5% a Servizi (+86,2%) e il 2,2% a Informatica, media e telecomunicazioni.

Profilo delle vittime e mappa delle frodi in Italia

L’analisi della distribuzione delle frodi per genere evidenzia che la maggioranza delle vittime (66,4%) sono uomini. Rispetto al 2024 la distribuzione dei casi per genere vede un calo delle donne (-4,3%), un trend che prosegue dall’anno precedente.

Dall’analisi della distribuzione delle frodi per classi di età emerge invece un’inversione del trend rispetto allo scorso anno. Nel 2025 il maggior aumento percentuale di vittime delle frodi riguarda infatti gli under 30 (+13,8%), che diventano la fascia d’età maggiormente colpita con oltre 1 caso di frode su 5. La fascia tra 41-50 anni, seppur in calo del -2,8%, resta molto colpita dal fenomeno, con il 21,5% delle vittime, così come quella tra i 31-40 anni che segna un calo del -4,8% e rappresenta il 19,7% del totale. Si osserva invece una leggera crescita della quota dei 51-60 anni (+2,7%), mentre gli over 60 diminuiscono in modo più evidente (-8,7%). 
Nel complesso, nel 2025 la composizione delle vittime di frode evidenzia uno spostamento verso le fasce d’età più giovani; un dato che trova conferma anche nell’analisi dell’incidenza delle frodi in rapporto al credito erogato, dalla quale emerge come i segmenti più giovani (18-40 anni) risultino maggiormente colpiti rispetto al credito effettivamente erogato, suggerendo una maggiore vulnerabilità o esposizione a comportamenti fraudolenti.

La ripartizione percentuale delle frodi per regione mostra una maggiore incidenza in Lombardia, Sicilia, Campania e Lazio, seguite da Puglia e Piemonte. Se le regioni ai primi posti della classifica rimangono pressoché le stesse, vi sono dei cambiamenti nelle quote: la Lombardia cresce del +4,9% restando al primo posto, mentre la Sicilia registra un aumento del +2%, superando la Campania. Il maggior incremento rispetto allo scorso anno si registra in Valle d’Aosta (+75,4%) seppure la quota sul totale si mantenga limitata (solo 0,1%). L’Abruzzo registra un incremento del +11,6%; crescono anche le frodi in Umbria (+11,1%), mentre calano soprattutto in Trentino-Alto Adige (-14,7%) e Calabria (-14,1%).

Rapportando il numero dei casi al credito erogato nelle singole regioni, emerge però come l’incidenza delle frodi sia maggiore in Sicilia, Campania e Calabria; al contrario, le regioni meno colpite sono Veneto e Friuli-Venezia Giulia, mentre la Lombardia scivola oltre la metà della classifica. 

Tempi di scoperta da parte delle vittime 

I consumatori che subiscono il furto d’identità generalmente scoprono di essere vittime di frode attraverso i seguenti canali:
•    contatto da parte dell’istituto di credito che conferma l’erogazione di un finanziamento a loro nome;
•    contatto da parte dell’istituto di credito o della società di recupero crediti per il pagamento di un finanziamento non richiesto;
•    rifiuto dell’accesso al credito, dovuto alla presenza di segnalazioni relative a rate non pagate.

In linea con il trend iniziato nel 2024, i tempi di scoperta si stanno polarizzando: da un lato, più della metà dei casi viene scoperta entro i primi 12 mesi con oltre il 40% dei casi scoperti nei primi 6 mesi, dall’altro, si registra un aumento delle frodi scoperte con tempi più lunghi: il 24,7% dei casi analizzati viene scoperto dopo 3 anni, di questi il 17,9% addirittura dopo oltre 5 anni.

Analizzando i tempi di scoperta per tipologia di prodotto è interessante evidenziare come i mutui abbiano dei tempi di scoperta particolarmente più lunghi; infatti, quasi la totalità dei casi viene scoperta dopo oltre 4-5 anni dal momento della richiesta. 
Al contrario, le frodi su carte di credito, BNPL e leasing auto emergono entro un anno dal momento della richiesta in 3 casi su 4; seguono i prestiti personali e finalizzati, entrambi con oltre il 65% dei casi scoperti entro i 12 mesi.

Casi particolari di frode

Sono in aumento le truffe che sfruttano la fiducia e la vulnerabilità delle persone per compiere furti d’identità, indurre le vittime a condividere dati personali o effettuare pagamenti. Di seguito due casi recenti che evidenziano la pericolosità di queste tecniche.
Un SMS apparentemente inviato dall’INPS si è rivelato l’inizio di un sofisticato caso di furto d’identità ai danni di una dottoressa. Dopo aver inserito dati personali e documenti su un sito fraudolento, la vittima ha immediatamente segnalato l’accaduto, ma nei mesi successivi ha scoperto che a suo nome erano stati attivati finanziamenti per oltre 17.000 euro.
Una convocazione della Polizia Locale si è trasformata in incubo per un quarantenne calabrese, che ha scoperto di essere indagato in Svizzera per truffa internazionale legata a una carta prepagata a lui intestata. In realtà, i dati gli erano stati probabilmente sottratti tramite phishing: ignoti hanno utilizzato la carta per operazioni fraudolente all’estero. A suo nome sono stati richiesti anche un prestito da 5.000 euro e altri finanziamenti.

“Il quadro che emerge dall’Osservatorio evidenzia un fenomeno sempre più dinamico e strutturato, in cui volumi, importi e strumenti si ridefiniscono continuamente, riflettendo la capacità dei frodatori di adattarsi rapidamente alle evoluzioni dei comportamenti e delle tecnologie. Questo scenario impone una costante attenzione da parte di tutti i soggetti coinvolti con il rafforzamento degli strumenti di prevenzione, educazione finanziaria e delle capacità di analisi, per anticipare schemi di attacco sempre più complessi e tutelare in modo efficace la sicurezza del sistema creditizio nel suo complesso” –
conclude Beatrice Rubini, Executive Director della linea Mister Credit di CRIF.
 

 

 

Osservatorio Frodi Creditizie 2025

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