10/11/2017

L‘industria del credito si confronta al CRIF Finance Meeting

 

Oltre 350 professionisti, in rappresentanza di più di 100 aziende del settore, hanno discusso a Bologna di trend, sfide e best practice per un credito “faster & smarter”.


Per costruire (anzi: ricostruire) crescita e sviluppo nel settore del credito occorre procedere senza intoppi alla trasformazione del sistema. Ed evidenziare i modelli innovativi che gli operatori tradizionali hanno saputo introdurre con successo, per poi farne delle best practice. Ma è anche necessario soffermarsi sulle esperienze interessanti che provengono dai nuovi player, destinati a ritagliarsi uno spazio sempre maggiore. Una sfida impegnativa, ma stimolante, a cui tutti i protagonisti del settore sono chiamati a contribuire.

A fare il punto della situazione è stato il CRIF Finance Meeting 2017, organizzato lo scorso 12 ottobre presso il Royal Carlton Hotel di Bologna e intitolato ”Faster and smarter: l'evoluzione del credito”.

Un riflettore sul futuro, come ricorda Silvia Ghielmetti, Direttore Generale di CRIF, in apertura di convegno. Che, però, non ha dimenticato come si è arrivati a questa situazione. Due i fattori sottolineati. ”In primo luogo, il sistema bancario soffriva di alcune debolezze già prima della crisi. Secondo, il sistema ha sofferto gli effetti derivanti dall'adeguamento a tappe forzate alla regolamentazione che ne è seguita. Un processo impressionante, ancora non concluso”. In questi giorni, infatti, si è aperto il dibattito sul calendar provisioning (progetto, in discussione presso la Bce, che prevede svalutazioni prefissate e crescenti per i crediti deteriorati) mentre il tema del rischio dei Titoli di Stato rimane latente. Al contempo incombono tutte le nuove regolamentazioni europee che stanno aprendo il tavolo da gioco a operatori non bancari, prima tra tutte, la Psd2. Da qui dobbiamo ripartire.

Due le direttrici evidenziate da Ghielmetti: da una parte il “recupero di produttività e redditività”, dall'altra ”l'evoluzione verso una pluralità delle fonti di finanziamento, che per Banca d'Italia è un traguardo sano e irrinunciabile”.

UN CREDITO SEMPRE PIÙ MULTIBANCARIZZATO

In questo scenario, l'ampliamento delle fonti di finanziamento ha subito una forte accelerazione “grazie alla tecnologia, che sta cambiando i paradigmi distributivi un po' ovunque”, spiega Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. “Basti pensare a quello che è successo ai negozi di dischi, o alle agenzie di viaggio. Che si ridimensionano, anche se la musica la si ascolta ancora e la gente non ha smesso di prendere l'aereo”.

E quindi? Quindi, “il credito continuerà a esistere ma cambierà il modo in cui la domanda e l'offerta si incontrano”. A dimostrarlo sono prima di tutto i dati, oltre che la logica. “Quando esaminiamo il nostro sistema di informazioni creditizie EURISC”, ricorda Capecchi, “osserviamo che cresce in modo fortissimo la domanda di credito verso gli operatori digitali”. Soprattutto per i millennials, giovani dai 18 ai 34 anni, che tendono a prediligere strumenti innovativi per gestire la relazione con gli istituti e multibancarizzazione (oltre il 21% di loro fa richieste di credito a più istituti).

Tutto questo mentre il credito alle famiglie consolida il suo recupero: “nel 2015 c'è stato il cambio di rotta, l'anno seguente abbiamo assistito a un aumento significativo e ora la tendenza si assesta”, dice Capecchi. Particolarmente significativo il trend dei prestiti, spinto soprattutto dal “finalizzato auto”.

I MUTUI E IL SETTORE IMMOBILIARE

E i mutui? “La ripresa c'è, ma ancora a scartamento ridotto”, commenta Luca Dondi, Managing Director di Nomisma. Il motivo è semplice: “dal 2014-15 c'è stato un aumento della domanda, e di conseguenza un ritorno naturale del mercato immobiliare sostenuto anche dal settore bancario. Che, da parte sua, ha ripreso  a erogare grazie a uno scenario più disteso e favorevole”.

In questo contesto, “le valutazioni immobiliari non si limitano all’identificazione del valore di mercato di una garanzia alla data in cui viene effettuata ma, in ragione di una sempre maggiore attenzione alla mitigazione del rischio da parte degli istituti bancari e degli investitori istituzionali, supportata da una reiterata spinta regolamentare, devono anche assorbire considerazioni di natura prospettica” – sottolinea Stefano Magnolfi, Real Estate Executive Director di CRIF. Infatti il loro utilizzo non si esaurisce in fase di origination, ma si prolunga per tutta la durata dell’esposizione e della detenzione dell’asset nel portafoglio investito. Considerazioni “forward looking” sono più evidenti quando si analizzano immobili complessi e a destinazione non residenziale in quanto si ricorre ad un metodo valutativo reddituale in cui si formulano ipotesi di flussi di reddito e costi futuri. Ecco, quindi, che “le informazioni e gli indicatori da considerare nell’ambito dell’attività valutativa risultano essere numerosi e di natura diversa“, a fronte di un processo valutativo che dovrà essere sempre più trasparente, documentabile e soprattutto condiviso con i responsabili del risk management di controparte.

“PERCHÉ PROPRIO A NOI?”

Rispetto alla vivacità che caratterizza i finanziamenti alle famiglie, invece, cresce meno il credito alle imprese: a questo riguardo Gianfranco Torriero, Vicedirettore Generale dell'Abi, ha però evidenziato come la riduzione del rischio favorisca la ripresa dell'attività di prestito anche se la dinamica non è più a due cifre, come negli anni pre-crisi.

Al contempo va rimarcato come lo scenario complessivo sia condizionato le nuove normative stanno cambiando pelle allo stesso concetto di credito: dalla nuova definizione di default agli impatti sugli Ifrs9, al calendar provisioning.

Tocca ad Andrea Resti, Professore Associato all'Università Bocconi di Milano e Senior Advisor di CRIF, tirare le fila della prima parte del convegno sottolineando, tra i tanti filoni emersi, il già citato overflow normativo e regolamentare, con l‘Italia che pare più colpita di altri paesi dal lato della vigilanza bancaria. Per quale motivo? Sono i numeri stessi a rispondere e a evidenziare “un disallineamento dell'Italia”. Tra le incongruenze segnalate, il Roe molto basso (1,5%, contro una media del 5,4%) e l'incidenza delle poste straordinarie sul profitto operativo (94,5%, contro il 77% dell'Europa). Per questo, dice Resti, “rischiamo di essere visti come una minaccia dagli altri Paesi dell'Eurozona”. Come è nato questo problema? Presto detto: “tanti Npl, pochi performing loans e relativamente poche provisions. Responsabile di questa situazione è la scarsa crescita, ma questa non è un'attenuante. Anzi: a livello comunitario questa è vista come un'aggravante e ci viene rimproverato di non essere in grado di far ripartire l'economia, anche per effetto di problemi endemici come la corruzione e l’evasione fiscale. E‘ questa la vera, grande sfida.

LE ESPERIENZE DEI PLAYER: LA TAVOLA ROTONDA

Dalla teoria alla pratica. Cioè alle esperienze dei player del credito, bancari e non, che si sono confrontati in una tavola rotonda moderata da Chiara Frigerio, Segretario Generale di Cetif (Università Cattolica), e che ha visto la partecipazione di Massimo Porega, Responsabile finanziamenti privati e imprese di Bancoposta, Flavio Salvischiani, Direttore Clienti di Agos Ducato, Tommaso Gamaleri, CEO Italia di  Younited Credit, Pierpio Cerfogli, Vicedirettore Generale di Bper, ed Enrico Duranti, Direttore Generale di Iccrea Banca Impresa.

Nello specifico, la tavola rotonda ha consentito di mettere a confronto le esperienze maturate sul campo da realtà che stanno sviluppando percorsi particolarmente interessanti per adattarsi ai nuovi paradigmi verso i quali il mondo del credito sta evolvendo, con la digitalizzazione che spinge la creazione di nuovi modelli di business e  il concetto stesso di servizio che sempre più tende a sostituire il prodotto. Senza dimenticare un aspetto, non meno importante, rappresentato dal mondo dei dati e degli analytics: il modo di utilizzarli cambierà il modo di fare credito per cui trovare il punto di equilibrio fra automatismi e conoscenza approfondita del cliente può davvero rappresentare la sfida di una industry pronta per affrontare questa nuova fase.

DIGITAL LENDING, CREDITO ALLE IMPRESE, CREDITO ANOMALO: SUCCESS STORY E LESSONS LEARNED

Dopo l’intensa mattina di lavori in plenaria, al CRIF Finance Meeting le esperienze raccontate direttamente dai protagonisti dell’industria - success story e ‘lessons learned’ su temi/progetti già affrontati sul campo dai lender italiani - sono state al centro di tre sessioni verticali di approfondimento.

Nella prima, dal titolo “Digital lending: strada per la sopravvivenza o la rinascita?“, il focus è stato su big data analytics, smart onboarding e outsourcing evoluto. Nello specifico, si è discusso di best practice per l’ottimizzazione della customer experience nei processi di acquisizione e antifrode, delle frontiere dell’outsourcing, di strategie multi-channel e ‘phigital’, di customer insight e di come capitalizzare gli investimenti fatti nella trasformazione digitale con big data e marketing analytics per lo sviluppo del business. Hanno raccontato le loro esperienze CARTASI, CREVAL, DEUTSCHE BANK EASY, INTESA SANPAOLO, SATISPAY.

La seconda sessione è stata incentrata su “Credito alle imprese e risk governance: dal commerciale ai processi, all’ottimizzazione del capitale“. Si è parlato di rating ECAI e dei requisiti prudenziali di capitale, di streamline processing e dell'ottimizzazione dei processi nella Credit Value Chain con metodologie, soluzioni applicative e outsourcing, delle garanzie immobiliari e del ruolo delle perizie non residenziali come strumento di risk mitigation e compliance, dei principi contabili IFRS9 e degli strumenti per il credito da oggi verso il 2020. La sessione ha visto le testimonianze di ALBA LEASING, CRÉDIT AGRICOLE, FINDOMESTIC.

La terza e ultima parallela ha riguardato la “Gestione del credito anomalo, dal monitoraggio del portafoglio all’NPL management: early warning, rischio di portafoglio, strumenti e processi, qualità del dato, scelte strategiche tra cessione ed esternalizzazione nella gestione e valorizzazione dei portafogli NPL, ruolo dei servicer sono state le parole chiave. Sono intervenuti come relatori BANCA POPOLARE DI SONDRIO, BANCO BPM, BPER CREDIT MANAGEMENT, CRÉDIT AGRICOLE e DOBANK.