Bologna, 19 aprile 2017

Dopo 7 trimestri si arresta la crescita del numero delle interrogazioni relative alle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane: -1,0% nel I trimestre 2017

Le rilevazioni del I trimestre 2017 elaborate da CRIF sul numero di interrogazioni relative a richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane aprono l’anno con un segno negativo, seppur lieve, pari a -1,0% rispetto allo stesso trimestre 2016.

Si arresta, quindi, il trend di crescita costante che aveva caratterizzato i 7 trimestri precedenti.

Queste le evidenze delle elaborazioni effettuate sulla base del patrimonio informativo di EURISC - il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 81 milioni di posizioni creditizie, di cui oltre 8 milioni riconducibili a utenti business.

 

Variazione delle interrogazioni relative a richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente
Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

La tabella seguente presenta in modo puntuale la variazione delle interrogazioni, ponderata a parità di giorni lavorativi, nel primo trimestre a confronto con il corrispondente periodo degli anni precedenti.

Variazione cumulata delle interrogazioni relative a richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti delle imprese (ponderata a parità di giorni lavorativi)

Variazione 1° trim 2017 su 1° trim 2016

-1,0%

Variazione 1° trim 2017 su 1° trim 2015

+3,4%

Variazione 1° trim 2017 su 1° trim 2014

-3,3%

Variazione 1° trim 2017 su 1° trim 2013

+12,1%

Variazione 1° trim 2017 su 1° trim 2012

+12,6%

Variazione 1° trim 2017 su 1° trim 2011

+7,7%

Variazione 1° trim 2017 su 1° trim 2010

+12,7%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Entrando maggiormente nel dettaglio, l’analisi condotta da CRIF consente di distinguere l’andamento del numero delle interrogazioni da parte delle Imprese individuali e delle Società di capitale: i primi tre mesi dell’anno in corso hanno visto, a paragone con lo stesso periodo del 2016, una dinamica pressoché similare per entrambi i comparti, con un calo leggermente superiore da parte delle Imprese individuali (-1,4%) rispetto alle Società di capitali (-0,6%).

Andamento delle interrogazioni relative a richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti ponderate sui giorni lavorativi
Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Calano leggermente anche gli importi medi richiesti

dato altrettanto significativo che emerge dall’ultimo aggiornamento trimestrale del barometro crif è rappresentato dal leggero calo dell’importo medio richiesto: nel i trimestre dell’anno, infatti, nell’aggregato di imprese individuali e società di capitali si è attestato a 78.525 euro, con un calo del -1,7% rispetto allo stesso trimestre del 2016.

nel dettaglio, le imprese individuali hanno mediamente richiesto 34.582 euro con una crescita del +3,0% che compensa il calo del -3,0% degli importi richiesti dalle società di capitali, che si attestano a 109.303 euro.

La distribuzione per classi di importo

relativamente alla distribuzione per classi di importo, la fascia al di sotto dei 5.000 euro continua ad assorbire quasi un terzo del totale delle richieste (il 31,6% per la precisione, in crescita di +0,6 punti percentuali rispetto al i trimestre 2016) in virtù del peso numericamente preponderante delle richieste da parte delle imprese di piccola e piccolissima dimensione. si registra invece un calo delle richieste relative a importi compresi tra 10.000 a 20.000 euro (-0,9 punti percentuali) per entrambi i comparti.

Classi di importo

Distribuzione

Fino a 5.000 €

31,6%

Da 5 a 10.000 €

9,0%

Da 10 a 20.000 €

14,8%

Da 20 a 50.000 €

20,9%

Oltre 50.000 €

23,7%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

“Il dato relativo ai primi tre mesi del 2017 interrompe il trend di crescita di richieste di finanziamento da parte delle imprese italiane registrato negli ultimi 7 trimestri. Questa dinamica si associa anche al calo complessivo dei valori medi richiesti - spiega Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. Le aziende di credito dovrebbero continuare a stimolare la domanda di finanziamento introducendo, ad esempio, nuove proposizioni commerciali, considerato il persistere dello scenario favorevole del costo del denaro e del basso prezzo delle materie prime. Il tutto inserito in un quadro di netto miglioramento della rischiosità creditizia media delle imprese italiane”.