Continuano a crescere i fallimenti in Italia: nei primi sei mesi del 2014 fallite 8.101 imprese, il 10% in più in un solo anno. 63 fallimenti al giorno, oltre due imprese ogni ora.
Continuano a crescere i fallimenti in Italia: nei primi sei mesi del 2014 fallite 8.101 imprese, il 10% in più in un solo anno. 63 fallimenti al giorno, oltre due imprese ogni ora.
Bologna, 17 luglio 2014
Rispetto a giugno 2009 i casi di fallimento sono cresciuti del 79%. In cinque anni scomparse quasi 68 mila imprese. Lombardia, Lazio e Campania le regioni più colpite. Edilizia e commercio i settori maggiormente in difficoltà. L'analisi dei fallimenti in Italia realizzata da CRIBIS D&B nel secondo trimestre 2014.
 
Nel primo semestre del 2014 in Italia hanno portato i libri in tribunale 8.101 imprese, esattamente 736 casi in più rispetto a giugno 2013, un aumento del 10% in un solo anno. In media sono fallite 63 imprese ogni giorno (considerando le sole giornate lavorative), più di due imprese ogni ora. Inoltre rispetto a giugno 2009  la percentuale dei fallimenti è aumentata ben del 79%, un dato che sottolinea le difficoltà economiche delle nostre imprese.
 
Dal 2009 ad oggi (tranne che nel 2012) il numero di fallimenti registrati nel secondo trimestre dell’anno è in costante crescita. Erano 2.391 nel 2009, 3.001 nel 2010, 3.411 nel 2011, 3.109 nel 2012, 3.727 nel 2013. Record negativo per il 2014, a quota 4.278.
Lo scorso anno su tutto il territorio nazionale si sono registrati 14.269 fallimenti, in crescita del 14% rispetto al 2012 e del 54% rispetto al 2009, l'anno in cui la crisi economica aveva appena iniziato a far sentire i suoi pesanti effetti sul tessuto economico italiano. Dal 2009 a oggi invece si contano circa 67 mila imprese che hanno portato i libri in tribunale, in un trend di costante aumento nel corso delle rilevazioni trimestrali.
È la preoccupante fotografia dell'Analisi dei fallimenti in Italia, aggiornata al secondo trimestre 2014, realizzata da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information.
Rispetto al primo trimestre dell’anno i fallimenti sono passati dai 3.823 casi di marzo agli 8.101 di fine giugno.
 
FALLIMENTI IN ITALIA, 2009 – 2Q 2014
Fonte CRIBIS D&B
 
“I dati relativi al secondo trimestre del 2014 mostrano una situazione ancora molto preoccupante per le nostre imprese - commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B -. Abbiamo registrato infatti un record negativo di fallimenti, e questo lancia un allarme sulla capacità di resistenza del tessuto produttivo di fronte al perdurare della crisi”.
“Ci sono però anche dei segnali positivi, benché non a costo zero per le aziende. Negli ultimi anni le imprese italiane hanno infatti investito molto in procedure e strumenti come quelli messi a disposizione da CRIBIS D&B, che consentono di intercettare tempestivamente i segnali di deterioramento dell’affidabilità dei partner, di mantenere sotto controllo la capacità del proprio portafoglio clienti di generare ricavi, di intervenire tempestivamente con azioni di prevenzione e limitazione del rischio e, soprattutto, di fare previsioni sui propri flussi di cassa”, conclude Preti.

L'analisi territoriale
La distribuzione sul territorio nazionale dei fallimenti è strettamente correlata alla densità di imprese attive nelle diverse aree del Paese e alla localizzazione dei settori in maggiore sofferenza nei diversi territori.
La Lombardia si conferma la regione d'Italia in cui si registra il maggior numero di fallimenti, con 1.772 casi, pari al 21,9% del totale nazionale. Dal 2009 ad oggi si contano 14.971 imprese lombarde fallite.
La seconda regione più colpita è il Lazio, con 871 imprese chiuse nel 2014 e un’incidenza sul totale Italia del 10,8%. Segue la Campania con 692 casi e relativa incidenza dell’8,5%. In difficoltà anche il Veneto con 661 fallimenti.
Per completare le prime dieci posizioni seguono l’Emilia Romagna (605), la Toscana (601), il Piemonte (579), la Sicilia (497), la Puglia (420) e le Marche (281). All’ultimo posto della classifica c’è Aosta con solo 7 fallimenti, un totale di 66 fallimenti dal 2009, ma con una incidenza delle sue imprese di solo lo 0,1% sul totale Italia.
 
FALLIMENTI IN ITALIA, 2Q 2014, DETTAGLIO REGIONALE

Fonte CRIBIS D&B
I settori merceologici
L'edilizia e il commercio sono i macrosettori più colpiti nel 2014. Nel settore edile si contano ben 1.664 imprese fallite in questi primi 6 mesi dell’anno. Il comparto in maggiore sofferenza è quello della "costruzione di edifici", in cui si registrano 989 fallimenti, a cui si aggiungono i 675 "installatori" che hanno portato i libri in Tribunale. Si segnalano anche i 466 casi della “locazione immobiliare”.
Appare molto critica anche la situazione del commercio, che registra 1.085 fallimenti nelle vendite all'ingrosso e 1.155 in quelle al dettaglio. Nel commercio al dettaglio hanno chiuso 372 “ristoranti e bar”, 301 imprese di “abbigliamento e accessori”, 135 “alimentari”, 126 “negozi di arredamento e articoli per la casa”.
 
FALLIMENTI IN ITALIA PER SETTORE, 2Q 2014
 Fonte CRIBIS D&B
 
 
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